Filippo Turetta, l'analisi della grafia: «Poco spazio tra le lettere, emerge una sorta di bulimia affettiva»

Manca ancora l'analisi dei reprti, a partire dall'auto

Non c’è fretta. La perizia psichiatrica per Filippo Turetta, il 22enne di Torreglia in carcere per l’omicidio dell’ex fidanzata Giulia Cecchettin, in...

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Non c’è fretta. La perizia psichiatrica per Filippo Turetta, il 22enne di Torreglia in carcere per l’omicidio dell’ex fidanzata Giulia Cecchettin, in questa fase del procedimento non è una priorità. Nonostante il giovane abbia sostanzialmente ammesso, nelle dichiarazioni spontanee rese al gip, di aver ucciso la ragazza, le indagini sono ancora in pieno svolgimento. 

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LA MACCHINA

Devono ancora essere analizzati, per esempio, i reperti in Germania, a cominciare dalla Punto nera, sfuggita alla cattura per una settimana e vero e proprio scrigno dei segreti del caso. La difesa del ragazzo non ha, quindi, presentato alcuna istanza, anche perché non risulterebbero agli atti precedenti diagnosi di problemi mentali. Il suo legale, l’avvocato Giovanni Caruso, deciderà più avanti se avvalersi di una consulenza di parte. 

L’AMMISSIONE

Certo è che con le dichiarazioni di Filippo rilasciate alla giudice Benedetta Vitolo («sto cercando di ricostruire nella mia memoria le emozioni e quello che è scattato in me quella sera») Turetta ha messo anche nero su bianco altri elementi che potrebbero far ritenere che la linea difensiva potrebbe puntare a escludere la premeditazione e a verificare eventuali vizi di mente. Non è ancora chiaro, comunque, se il giovane sceglierà o meno di rispondere alla domande del pm Andrea Petroni nei prossimi giorni. 

La famiglia di Giulia, intanto, preferisce non commentare l’ipotesi di una perizia psichiatrica. «In questo momento mi sembra superfluo - spiega l’avvocato Stefano Tigani che rappresenta i Cecchettin - se e quando si deciderà, noi presenzieremo di certo con un nostro perito». 

LA GRAFOLOGA

Non sarà una perizia, ma un primo profilo di Filippo arriva da Sara Cordella, docente di Metodologia e Grafologia Peritale e consulente in vari processi penali (e in varie inchieste giornalistiche della trasmissione “Chi l’ha visto?”). La grafologa, che specifica come la sua non sia una diagnosi ma, appunto, una fotografia del profilo, ha infatti analizzato una firma di Turetta e ne ha identificato tre caratteristiche di base. «La prima è la strettezza tra lettera e lettera, che ha a che fare con l’assenza di generosità come percezione dell’altro. Girolamo Moretti, padre della grafologia, dice che “assenza di spazio è assenza di respiro”. Quello, cioè, che concedo all’altro di emettere». 

L’altro aspetto è la «pendenza verso destra - continua - che indica un protrarsi verso l’altro in una sorta di bulimia affettiva. Sempre Moretti associa la strettezza tra lettere e i caratteri pendenti a un profilo da geloso ossessivo». Infine, la scrittura da bambino che «evidenzia che non c’è stata un’evoluzione del modello scolastico: più elaboro l’intelligenza più personalizzo la firma. Aver elaborato poco il modello potrebbe voler dire che non è progredito neppure sul piano intellettivo». 
 

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