Elezioni regionali 2020, schede timbrate nascoste in un cassetto: a Procida intervengono i carabinieri

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Dieci schede elettorali, timbrate, trovate in un cassetto. E nel seggio elettorale di via Flavio Gioia a Procida (Napoli) intervengono i carabinieri. Il ritrovamento è avvenuto dopo la chiusura delle operazioni di preparazione al voto e la cosa è stata immediatamente segnalata alle autorità. Alla fine è intervenuto anche il sindaco.

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Il primo cittadino Dino Ambrosino ha provveduto alla sostituzione del presidente e del segretario del seggio. Nel corso della serata di ieri tutti i componenti del seggio sono stati ascoltati nella caserma dei carabinieri della compagnia di Ischia ed a tarda notte è stata decisa la sostituzione dei due membri. Le operazioni di voto nel seggio in questione sono iniziate con circa due ore di ritardo ma procedono regolarmente.
 

 

La presidente si dimette

Si è dimessa da presidente del seggio elettorale numero 10 di Procida «all'esclusivo scopo di garantire la serenità delle operazioni di voto». Così, in una lettera inviata al sindaco di Procida, alla Prefettura di Napoli e alla stazione dei Carabinieri di Procida, la presidente del seggio allestito nella scuola media «Flavio Gioia» di Procida all'interno del quale i Carabinieri hanno trovato delle schede nascoste, circostanza che ha comportato la chiusura momentanea del seggio e la sua riapertura alle 9.30. Nella lettera, pubblicata dalla lista «Procida per tutti» a sostegno della candidatura a sindaco di Luigi Muro, la presidente di seggio spiega di voler rassegnare le sue «irrevocabili dimissioni» pur confermando «la totale estraneità alle ipotesi in campo e la regolarità delle operazioni svolte». La presidente di seggio al centro del caso è la sorella di Luigi Muro, uno dei due candidati a sindaco. Sul sito Facebook di uno degli schieramenti in campo, a sostegno dello stesso Muro, si sottolinea che «non si è trattato di rimozione del presidente di seggio per presunte irregolarità ma di dimissioni volontarie del presidente per garantire la serenità del voto». Inoltre, si aggiunge, «non vi è stata alcuna sottrazione di schede elettorali ma una denuncia» di una sostenitrice dello schieramento avverso. Nel caso, si sostiene ancora, «parliamo di schede bianche, inutilizzabili al fine di qualsiasi eventuale (e in questo caso inesistente) irregolarità».

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