Coronavirus, in Lombardia mascherina obbligatoria per chi esce. Consiglio di Sanità: «Mai data questa indicazione»

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In Lombardia si dovrà andare in giro indossando la mascherina o comunque con una protezione su naso e bocca: è quanto prevede la nuova ordinanza del governatore Attilio Fontana che entrerà in vigore domani. «Le mascherine sono utili per prevenire il contagio da parte di un soggetto con Covid-19. L'idea che esista una quota di asintomatici infettanti può essere di utilità, ma la misura fondamentale è quella del distanziamento sociale. In questo momento noi non abbiamo dato» l'utilizzo obbligatorio come indicazione, ha detto in conferenza stampa il presidente del Consiglio Superiore di Sanità (Css) Franco Locatelli. «Non ci sono evidenze scientifiche». 

La Lombardia introduce l'obbligo - unica regione in Italia - «ogni qualvolta ci si rechi fuori dall'abitazione» di prendere tutte le misure per «proteggere se stessi e gli altri» utilizzando «la mascherina o, in subordine, qualunque altro indumento a copertura di naso e bocca». Una mossa che non è piaciuta, però, al capo della Protezione civile Angelo Borrelli: «Io non la uso perché rispetto le distanze. È importante indossarla se non si rispettano le distanze». Dato che, però, le mascherine non si trovano con facilità, il Pirellone ha stabilito che si potranno usare anche sciarpe, e foulard. E, poi, che i negozi di alimentari e di prima necessità, ossia quelli ancora aperti, dovranno fornire ai clienti «guanti monouso» e disinfettanti «per l'igiene delle mani».

Resta confermata la chiusura degli alberghi, degli studi professionali, dei mercati e di tutte le attività non essenziali. Si potranno, però, spiega la Regione, «acquistare articoli di cartoleria», utili soprattutto per i bimbi che stanno in casa, in supermarket e altri negozi aperti e la vendita di fiori e piante sarà possibile «solo con la consegna a domicilio». Sullo stop ai cantieri edili, già previsto nel precedente provvedimento e confermato nel nuovo, sarà il Governo a dover decidere. La Lombardia ha chiesto a Palazzo Chigi di permettere, invece, «le attività legate alla filiera silvopastorale», come, ad esempio, «il taglio della legna».

I numeri. Le vittime in Lombardia salgono a 8.656, in un giorno più 345. Sono 55 in meno di ieri le persone ricoverate in terapia intensiva (in totale 1.326): lo ha spiegato l'assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera in diretta Facebook. Questo significa che i morti di Coronavirus in regione sono state 8.656. In totale il numero di positivi sale a 49.118 con un aumento di 1.598, mentre il numero dei ricoverati non in terapia intensiva 12.002 (+200). I tamponi realizzati sono arrivati a 141.877.

Intanto, sul fronte dei numeri il trend è stabile, ancora non c'è una riduzione «continua e significativa», come ha spiegato l'assessore al Welfare Giulio Gallera, «ci stiamo assestando e abbiamo bisogno di dare un'ultima spallata». I positivi totali arrivano a sfiorare i 50mila (49.118 con un aumento di 1.598), i morti in 24 ore sono stati 345 (8.656 in tutto), ma le terapie intensive tirano il fiato: 55 ricoveri meno di ieri. E crescono ancora ma a ritmi sempre più contenuti i dati dei contagi nelle province lombarde, con Milano che, però, è prima per numero di contagiati (10819, 428 i nuovi casi). Insomma va mantenuta alta la guardia, anche con più controlli in vista della Pasqua.

I controlli. Li ha chiesti anche il sindaco Giuseppe Sala alla Polizia locale e al Prefetto Renato Saccone (che ha spiegato di averli disposti). «In molti mi state scrivendo che c'è troppa gente in giro e obiettivamente c'è più gente», ha detto il primo cittadino. E così da lunedì in città ci saranno pure 180 agenti in più della Polizia locale a presidiare le strade. Anche perché che siano troppe le uscite è un dato registrato anche dal Pirellone con le verifiche sulla mobilità salita questa settimana «più di due punti percentuali», fino al 38%, che equivalgono a «decine di migliaia di persone» in più in movimento. Intanto, altre due nuove strutture si preparano ad accogliere pazienti per togliere pressione dalle terapie intensive. Il nuovo centro di rianimazione allestito nei padiglioni della Fiera di Milano da lunedì ospiterà i primi malati: non si sa ancora quanti ne saranno ricoverati esattamente, ma saranno disponibili subito fino a 53 letti sugli oltre. E il personale, è stato spiegato, è più che sufficiente, tra i collaboratori del Policlinico e le persone assunte attraverso i bandi regionali e della Protezione civile. Complessivamente si sono candidati circa 500 medici e 3.500 infermieri. Un altro centro con 180 posti letto dedicati all'emergenza Covid nascerà, poi, nelle prossime settimane in un padiglione degli Spedali civili di Brescia.

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