Falcon Heavy, in orbita la Tesla Roadster di Helon Musk: il "mostro" è decollato

(Il momento del lancio da Cape Canaveral alle  21,45 ora  italiana)

E' fatta! La Tesla imbarcata a bordo del Falcon Heavy si dirige verso Marte. Quel percorso spaziale chiuso dagli anni '70 è stato riaperto da un'impresa senza precedenti. I 23 motori del gioiello di Elon Musk hanno dato l'incredibile spinta consentendo al razzo di lasciare la storica rampa di lancio LC-39A del Kennedy Space Center della Nasa. La rampa protagonista delle missioni Apollo e degli Shuttle. Il decollo è avvenuto alle 21,45 in punto, con circa due ore di ritardo.
A differenza del signor Mike Hughes, l'estroverso e un po' suonato autista di limousine (che con un razzo fai da te vuole dimostrare che la Terra è piatta), il vettore fai da te di Space X  ha meravigliato gli occhi di milioni di persone con un lancio formidabile. Una pellicola che non si vedeva da decenni.
Dalla sala di controllo e dalla diretta video del canale di Space X, il rombo dei motori e le grida festose dei presenti si confondevano e si mischiavano tra loro. E ad ogni distacco dei motori ausiliari il tifo da stadio cresceva e coprendo ogni altra nota.

IL TERZO STADIO FA CILECCA, PIATTAFORMA MANCATA
I due booster laterali, quelli che avevano già volato su altri vettori, sono rientrati regolarmente a terra. L'elemento centrale, invece, che non aveva mai volato prima, in un primo momento sembrava aver agganciato la piattaforma disposta nell'Oceano Atlantico, davanti alle coste della Florida. Ma così non è stato: si è schiantato a pochi metri andando, probabilmente, in mille pezzi. 


(Il momento in cui il booster centrale si inabissa in acqua)

IMPRESA POSITIVA
In ogni caso, aver riportato a terra due booster, è stata già una grossa soddisfazione e la missione fondamentalmente è riuscita. Un'impresa del genere, con un vettore così ingombrante, non era mai tentata prima se non con un altro “mostro” dei cieli, il Saturn V della Nasa. Naturalmente con tutte altre caratteristiche di lancio. Oltretutto, oltre le più rosee aspettative, la sonda di Musk supererà anche l'orbita di Marte, per arrivare fin quasi dalle parti del pianetino Cerere.

(Il tweet di Elon Musk che spiega la traiettoria del Falcon Heavy)


(Il momento della partenza)


(Il distacco e l'arrivo a terra dei booster)

(Il percorso, dopo il lancio, dei booster del Falcon Heavy)

L'ANTEFATTO
Va detto che pur trattandosi di una missione dimostrativa, l'impresa ha espresso tutto il potenziale dell'azienda privata del magnate della Tesla. Un progetto del genere, fino a pochi anni fa, non era concepibile e sicuramente, visti i risultati, riaccenderà la corsa allo spazio. Mister Tony Stark, ops! Elon Musk, sta dimostrando che volere è potere. Oltretutto la missione apre prospettive inimmaginabili, soprattutto sui costi. Il metodo Musk, con il riutilizzo dei booster, brucia tutti gli altri concorrenti sulla piazza, compreso Blue Origin dell'altro supermiliardario Jeff Bezos. Un paese ricco come l'Arabia Saudita ha già commissionato a Space X la messa in orbita di un importante satellite.

LA MISSIONE
Partito sulle note di Life on Mars di David Bowie, il Falcon Heavy si sta dirigendo verso un'orbita eliocentrica, intorno al nostro Sole. La vettura che si trova a bordo del gigante sarà la prima automobile terrestre ad avvicinarsi al pianeta rosso. Ma le telecamere del bolide rosso probabilmente non immortaleranno la superficie di Marte. Sembra che le batterie si siano già esaurite. Ad ogni modo il magnate sudafricano con lo spettacolare lancio di questo pomeriggio ha dato vita alla nuova corsa allo spazio. E ora come risponderanno Nasa, Esa, Roscomos e le altre Agenzie spaziali?

FALCON HEAVY, ISTRUZIONI PER L'USO
Il "mostro" di Space X è alto 70 metri e, allo stato attuale, è il più potente vettore sul mercato spaziale. Può trasportare un carico di oltre 60 tonnellate (solo il Saturn V 5 poteva fare di più) oltre l'atmosfera e 16 su Marte. Per lasciare la superficie terrestre i 27 motori Merlin generano una spinta di oltre 2.300.000 kg/forza. Musk ha comunque già pronto il sostituto perchè vuole potenziare il suo giocattolo. All'orizzonte, infatti, ci sarebbe il Falcon Super Heavy, un altro super mostro formato da 5 razzi Falcon 9. I tecnici di Space X fremono, i prossimi lanci sono previsti per marzo e giugno. Il count down è già ripartito.

(Il momento in cui i due booster toccano terra)

 MUSK, IPSE DIXIT
«Se i nostri piani andranno come da programma -aveva detto mesi fa Musk- dovremmo essere in grado di lanciare il primo equipaggio verso Marte nel 2024, con l'arrivo previsto nel 2025. Questo è il nostro cronoprogramma. Abbiamo intenzione  di spedire una missione su Marte ogni volta che sarà possibile dal 2018 in poi». Ad ogni modo, prima della data x, ovvero il 2025, il primo sbarco sarà preceduto da una serie di missioni che avranno il compito di portare sul Pianeta rosso l'attrezzatura necessaria per creare una base permanente e di conseguenza la prima città marziana.  Ed ecco giusto a puntino l'incarico che dovrebbe assolvere il Falcon Heavy testato positivamente oggi. Ma c'è di più: il patron di Tesla in diverse occasioni, oltre alle certezze e ai sogni, aveva dimostrato tutta la sua ironia. Tempo fa aveva espresso il desiderio di trascorrere gli ultimi anni della sua vita fuori dal nostro pianeta: «Vi voglio dire che se avete intenzione di scegliere dove morire -rispose scherzosamente a una domanda-, allora Marte non è poi un posto così cattivo».


(Con gli occhi di Starman a bordo del Falcon Heavy)

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