Milano, expo, il magistrato insiste: «Sala violò le norme, deve essere processato»

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala deve andare a processo, in qualità di ex ad di Expo, con l'accusa di abuso d'ufficio perché avrebbe violato una serie di norme, tra cui quelle del Codice degli appalti, nell'affidamento diretto senza gara di una fornitura di 6mila alberi alla Mantovani spa. Lo hanno sostenuto i sostituti pg Vincenzo Calia e Massimo Gaballo ribadendo in fase di udienza preliminare la richiesta di rinvio a giudizio per Sala e gli altri imputati nel procedimento sull'appalto della Piastra dei Servizi. 

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Sala, già a processo per l'accusa di falso, risponde con l'ex manager Expo Angelo Paris, davanti al gup Giovanna Campanile, di abuso d'ufficio in relazione all'assegnazione senza gara alla Mantovani spa della fornitura di alberi ed arbusti per arredare il sito espositivo, parte del capitolo del "verde" del maxi appalto sulla Piastra. Affidamento che, secondo i pg, avrebbe causato «un danno di particolare gravità» a Expo 2015 spa e che sarebbe avvenuto violando alcune norme del Codice degli appalti. Per l'accusa, tra l'altro, l'affidamento diretto ha riconosciuto all'impresa un importo di 4,3 milioni di euro, quando «invece l'effettivo valore» di quei lavori «era di gran lunga inferiore», tanto che il subappalto «all'Ati Zelari-Euroambiente aveva un costo inferiore a 1,7 milioni». In questo modo, Sala e Paris il 23 ottobre 2013 avrebbero procurato alla Mantovani «l'ingiusto vantaggio patrimoniale pari alla differenza tra i due importi».

Nel loro intervento (udienza a porte chiuse) i pg, da quanto si è saputo, si sono soffermati molto sulla posizione di Sala, dopo aver affrontato questioni procedurali sull'utilizzo di atti e intercettazioni. E hanno evidenziato che, a loro dire, l'illecito contestato al sindaco sussiste perché è avvenuta la violazione delle norme con vantaggio patrimoniale per la Mantovani. Oggi parlerà anche la difesa di Sala e l'udienza preliminare proseguirà anche il 22 marzo. La Procura generale ha ribadito la richiesta di processo anche per gli altri sette imputati, tra cui due società, nel procedimento che vede al centro anche le accuse di corruzione e turbativa d'asta sul maxi appalto. 

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