Ema, Milano contrattacca. Sala: «Chiediamo accesso agli atti e la mia audizione al parlamento europeo»

MILANO - Nuovo intervento nella battaglia per l’assegnazione dell’Ema, l’Agenzia europea del farmaco. Dopo il ricorso alla Corte di giustizia europea contro il trasferimento dell’ente ad Ansterdam, il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha annunciato di aver chiesto ai legali del Comune di preparare un accesso agli atti, indirizzato alla Commissione europea, e una richiesta al Parlamento europeo per essere sentito in audizione. «Su Ema non molliamo», scrive Sala sui social. «Ho chiesto ai nostri legali di preparare due atti - spiega - Il primo: una domanda di accesso agli atti per verificare tutti i documenti relativi al dossier di Amsterdam. Ho il sospetto che la sede transitoria che attualmente propongono non fosse presente nel dossier».

POSSIBILE VITTORIA AL 30%
Rileva il sindaco: «Noto solo che da quando abbiamo fatto ricorso è emerso che gli olandesi hanno secretato una parte del loro dossier, guarda caso dove si parlava del palazzo dove dovrebbe andare, e che l’affitto che faranno pagare è più alto. Inoltre, hanno cominciato a fare delle foto dove si vede che lì, a oggi, non c’è nulla, solo terra, neanche un operaio col badile». Sala, in ogni caso, non si fa illusioni. Che percentuali ci sono, al momento, che l’Ema sia assegnato a Milano? «Direi un 30%, non di più: ma fa niente, lottiamo. Finché si può, bisogna provarci». E il sindaco lo farà in prima persona: «Chiederò al Parlamento europeo di essere sentito in audizione, per poter sostenere le nostre ragioni».

TRASLOCO CRITICO PER TUTTI
Manca poco più di un anno all’appuntamento con la Brexit e l’Ema si prepara a lasciare Londra per il nuovo quartier generale di Amsterdam. Un trasloco che «dovrebbe preoccupare tutti», sottolinea oggi un editoriale pubblicato sulla rivista inglese «New Scientist». Come avvertono gli analisti: «Non si preannuncia un passaggio tranquillo e questo è un problema per tutti in Europa, Regno Unito compreso». A novembre Amsterdam ha avuto la meglio nella competizione per ospitare l’Agenzia, uno degli enti più prestigiosi dell’Ue che impiega 900 dipendenti e ospita regolarmente centinaia di scienziati. «Ma la settimana scorsa il direttore esecutivo Guido Rasi ha rivelato un nodo che complica il percorso e cioè che la nuova base nei Paesi Bassi non sarebbe stata pronta in tempo». Sarà quindi necessario un doppio trasloco: il primo in una sistemazione temporanea e il secondo nell’edificio che sarà costruito su misura.

Questo potrebbe colpire la capacità d’azione dell’agenzia, afferma il numero uno di Ema. Da qui l’avvio da parte di Milano, che ha visto sfumare al sorteggio la possibilità di ospitare l’ente, di un’azione legale per ottenere la revisione della decisione europea di assegnare l’autorità ad Amsterdam. «Tutto ciò esaspera quella che è già una situazione insostenibile per la ricerca medica e farmaceutica europea», rimarcano gli esperti. L’Ema controlla la sicurezza dei farmaci che entrano nel mercato europeo e raccomanda o si oppone alla loro autorizzazione. Oltre a questi compiti fondamentali, monitora le reazioni avverse ai medicinali, definisce gli standard industriali e si esprime sulla validità dei nuovi candidati farmaci. E molti progetti di ricerca dispendiosi in termini di tempo e costosi, si ricorda nell’editoriale, proseguono solo «con la luce verde dell’Agenzia».

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