Centrodestra in Umbria: quanto costa il biglietto sul Frecciaverde

PERUGIA - Sul Frecciaverde della Lega (20% di consensi) gli alleati si sono accomodati in prima classe. Da Forza Italia (11%) a Fratelli d’Italia (4%) ottenendo, serviti al tavolo, più parlamentari (5) dello stesso capotreno (4). Offre la casa? Sì, ma per poco.

pentastellati e leghisti hanno intercettato più consensi di tutti, forti della sola parola delle promesse e senza alcun esempio di governo locale umbro. Quindi, soprattutto gli ultimi hanno dovuto usare i biglietti da visita di Forza Italia e dei Fratelli d’Italia per raccontare e vendere il programma di Salvini che punta a fugare le paure di tutti a proposito di lavoro, sicurezza e immigrazione. Esattamente ciò che il Pd non è riuscito più a garantire attraverso la Regione e molti dei suoi Comuni registrando il più alto scollamento tra la Enterprise di palazzo Donini (sede della giunta regionale) e la terra umbra con tutti i suoi nativi.

Già, ma loro riusciranno a tramutare le promesse in miele? Grossolani nei modi e nella politica, i leghisti non sono ingenui. Il loro coordinatore Stefano Candiani non ha preso i candidati con l’ampolla dal Po o dal Tevere, li ha scelti sulla base di esperienze di amministrazione locale: un vicesindaco a Nocera Umbra, un consigliere comunale a Città di Castello e il mitico sindaco di Montefalco, tanto per fare esempi.

E un motivo c’è. A parte il Comune di Perugia del fiorellato e forzista sindaco Romizi e del plissato fratellitaliano Prisco, le altre amministrazioni locali del centrodestra non brillano per successo. Le sconfitte di Assisi e Deruta bruciano, l’alternanza di Todi è stata una botta di incredulo. Così, in anticipo sullo stupore degli alleati, i leghisti non avranno bisogno di chiedere il candidato alla Regione o gli altri concorrenti sindaco del centrodestra. Intanto perché aspetteranno quanto succede a livello nazionale (due giorni fa Salvini è andato ad Arcore), quindi con in cassa il loro venti per cento umbro sanno benissimo di restare alla guida del Frecciaverde ancora per diversi mesi con la prontezza delle loro micro esperienze.

Quindi saranno gli alleati (e transfughi) a proporre il menù a Candiani, lucido interprete di quello che fu la logica partitica del passato: si candida chi ha l’esperienza per vincere e non chi ci prova. Ma davvero riusciranno a non cadere nel vizio finale di casa Pd? Chissà. Certo, sul Frecciaverde non basta richiamarsi a Miglio per fare tanta strada.

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