Ita, accelera la privatizzazione: arriva il via libera di Pd e Lega. In vantaggio la cordata Msc-Lufthansa

Nel 2008 lo stop di Forza Italia bloccò in extremis la vendita di Alitalia ad Air France

Con la presentazione delle offerte per Ita Airways da parte di Msc-Lufhtansa e Certares-Delta-Air France è iniziato il rush finale della privatizzazione. Operazione che il...

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Con la presentazione delle offerte per Ita Airways da parte di Msc-Lufhtansa e Certares-Delta-Air France è iniziato il rush finale della privatizzazione. Operazione che il presidente Mario Draghi vuole condurre in porto ai primi di settembre. Di fatto, di là dei distinguo dei Fratelli d’Italia, peraltro molto contenuti, il premier ha già incassato il via libera di Lega e Pd, mentre ieri, a sorpresa, da Antonio Tajani, coordinatore di Forza Italia, è arrivato un invito a passare la palla al prossimo esecutivo. Una mossa subito contestata dal leader dei dem Enrico Letta che ha chiesto di escludere la partita Ita dalla contesa elettorale. Anche perché tutti ricordano come nel 2008 lo stop di Forza Italia bloccò in extremis la vendita di Alitalia ad Air France. Un vero disastro, che portò la compagnia tricolore verso il secondo fallimento, con un aggravio pesantissimo per la casse dello Stato.

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LE SCADENZE


Draghi vuole evitare che la storia si ripeta. Per questo ha sollecitato il Tesoro, dove si contrappongono ancora la visione del ministro Daniele Franco, favorevole a Msc-Lufthansa, e quella di una componente della direzione generale, ad inviare in fretta il responso, ovviamente dopo l’esame degli advisor. Ma non è scontato che nemmeno questo richiamo - in piena campagna elettorale - sciolga definitivamente il nodo, sbloccando il dossier e le manovre ostruzionistiche. Un altro intoppo, è evidente, farebbe allungare ancora i tempi, probabilmente in maniera irreparabile. I tecnici del Tesoro hanno però fatto notare a Palazzo Chigi che perdere questa occasione avrebbe un impatto pesante sui conti pubblici e, fatto non secondario, deluderebbe le aspettative della Commissione Ue che proprio per far decollare Ita, erede della disastrata Alitalia, ha consentito generosi aiuti di Stato per circa 1,3 miliardi.
Senza l’avvio della trattativa riservata, che potrebbe concludersi in un paio di settimane, Ita dovrebbe essere ricapitalizzata con un altro miliardo e mezzo nel 2023. Soldi che verrebbero sottratti alla manovra di bilancio o comunque alle misure per affrontare l’emergenza energia. Da non dimenticare che per arrivare a fine anno la compagnia ha già chiesto 400 milioni al Mef, ossigeno puro da utilizzare quando con la stagione invernale caleranno inevitabilmente le prenotazioni e il prezzo del combustibile inciderà in maniera significativa sul bilancio aziendale. Insomma, il rischio è quello di dover aprire ancora il portafoglio, utilizzando i soldi dei contribuenti, e ripartire da zero per rilanciare la compagnia di bandiera. Rimettendo in discussione anche gli accordi per salvare handling e manutenzione, legati proprio all’arrivo di un nuovo partner. Si tratta, come noto, di migliaia di posti di lavoro, che sarebbero di nuovo messi in pericolo (2.200 in carico a Swissport e 1.500 ad Atitech). Come i 3.500 tra piloti e assistenti di volo del vettore tricolore che puntano sulla crescita di rotte e mercato passeggeri per continuare a volare.

Ita, privatizzazione al via. Msc-Lufthansa in pole: ok alle richieste del Mef


LE PROPOSTE


Quanto alle proposte, Msc- Lufthansa ha messo sul piatto circa 850 milioni per l’80% della compagnia (il 60% in mano a Msc, il 20% a Lufthansa e il 20% al Mef). Garantiti al Tesoro poteri d’indirizzo sulle scelte strategiche e l’indicazione del vertice con la condivisione delle scelte. Il piano punta forte sulle sinergie nel settore cargo dove Msc è leader mondiale sulle autostrade del mare e nel trasporto passeggeri con i tedeschi.
Dall’altra parte il fondo statunitense Certares offre 600 milioni per il 60% della compagnia, con il restante 40% nelle mani del Mef, mentre Air France-Klm e Delta Airlines sarebbero partner commerciali. Anche qui c’è la condivisione delle scelte di fondo con il Tesoro e lo sviluppo delle rotte verso il Nord America. 

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