Flat-tax sui redditi alti, non solo Ronaldo: sempre più “paperoni” scelgono l’Italia

Non solo Ronaldo. Il neo fuoriclasse della Juve ha trovato in Italia il paradiso fiscale perduto in Spagna: fa parte dei 227 contribuenti che hanno colto la possibilità di sfruttare la generosa offerta che il nostro Paese ha scodellato sul piatto, dallo scorso anno, a chi prende residenza. Vale a dire l’applicazione di un’imposta sostitutiva di centomila euro sui redditi prodotti fuori dai confini a prescindere dal volume d’affari. Un’occasione ovviamente imperdibile per CR7, che allo stipendio che gli garantiscono i bianconeri (31 milioni netti dopo l’applicazione dell’aliquota Irpef più alta del 43%), può aggiungere gli introiti pubblicitari, d’immagine e di rendita azionaria e immobiliare maturati altrove. Ma molto ghiotta anche per imprenditori, uomini d’affari e pensionati di lusso non così ricchi come il calciatore portoghese ma che amano l’Italia al punto da decidere di viverci in pianta stabile. 

LA NORMA
Insomma la cosiddetta “tassa sui paperoni” sta attirando cittadini del mondo facoltosi da ogni parte del pianeta e nella prima parte del 2018 c’è stata una vera e propria impennata, tanto che l’Ufficio persone fisiche ad alta capacità contributiva, istituito presso l’Agenzia delle Entrate all’interno della Direzione centrale Persone fisiche, diretta dal vice direttore Valerio Barbantini, ha raccolto ben 128 domande di adesione solo nel primo semestre di quest’anno. I dati mostrano che il 75% dei contribuenti proviene da Paesi europei, con in testa Inghilterra, Svizzera e Francia, e l’8% dall’America Latina. Oltre il 40% ha un’età compresa tra 50 e 60 anni. La norma, di fatto, è una sorta di forfait. Si tratta di un meccanismo messo a punto per cercare di dirottare sul nostro Paese professionisti, imprenditori e vip di varia estrazione.

E per fare in modo che, una volta messi i piedi sul nostro suolo, queste persone comincino ad investire, acquistare, far girare denaro. In una parola, far crescere la ricchezza. Il patto implicito è: mi accontento di poco sui tuoi profitti esteri a patto che tu spenda quattrini in Italia. Possono approfittare della situazione coloro che non hanno avuto la residenza in Italia per un periodo pari ad almeno 9 delle ultime 10 annualità e, inoltre, ciascun familiare della persona che usufruisce di questo regime ha la possibilità di poter accedere, anch’egli, al regime sostitutivo pagando una quota di 25 mila euro. La legge consente anche agli italiani di usufruire dei benefici, se residenti all’estero per almeno 10 anni al fine di evitare trasferimenti e ritorni lampo “di comodo”: proviene da contribuenti con passaporto italiano circa il 35% delle richieste: ci sono casi di connazionali di seconda generazione e di altri che hanno scelto di lasciare Londra causa Brexit.

I VANTAGGI
Altro grande vantaggio: trattandosi di una scelta facoltativa del contribuente, l’opzione al regime sostitutivo è liberamente revocabile anche prima della scadenza di 15 anni prevista dalla norma. Pertanto, ad esempio, Ronaldo e i suoi fortunati compagni d’esperienza potrebbero decidere di lasciare dopo un anno o due l’Italia senza dover restituire alcuna imposta o essere assoggettati a eventuali penali. Tecnicamente, gli stranieri possono aderire alla “tassa sui Paperoni” quando presentano la dichiarazione dei redditi, riferita al periodo d’imposta in cui è stata trasferita la residenza fiscale in Italia o in quello immediatamente successivo.

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