Fitch grazia l’Italia ma vede rischi, rating confermato, ma outlook negativo: «Prevediamo elezioni entro l’anno»

L’Italia resta in bilico. Fitch, la terza tra le grandi agenzie di rating, ha deciso ieri sera di confermare il giudizio sul nostro debito pubblico (BBB, il penultimo gradino prima del girone del non investment grade, la parte bassa della classifica che non permetterebbe a molti investitori istituzionali di acquistare i titoli di Stato italiani). Anche l’outlook resta negativo.

Dunque il voto cambia ma permangono gli elementi di incertezza già registrati ad agosto. Anzi, rispetto a quelle stime peggiora decisamente la previsione sulla crescita del prodotto interno lordo, che Fitch vede allo 0,3 per cento quest’anno, in linea con le più recenti valutazioni degli altri previsori internazionali. Il prossimo anno il tasso di incremento del Pil risalirebbe ma solo fino allo 0,6 per cento. Per il 2019 viene proiettato un rapporto deficit/Pil al 2,3 per cento, come effetto della minor crescita economica: non è attesa quindi una manovra correttiva in corso d’anno. Quanto al debito pubblico, la sua incidenza sul Pil salirebbe nel 2019 al 132,3 per cento del Pil rispetto al 131,7 dello scorso anno, restando poi sostanzialmente invariata fino al 2027.

LA LEGISLATURA
Accanto ai fattori economici, incidono naturalmente anche quelli più politici, con le tensioni tra i due partiti di maggioranza. Questa situazione potrebbe portare ad una fine anticipata della legislatura e a possibili nuove elezioni già nella seconda metà di quest’anno. Sarebbe la Lega, secondo gli analisti di Fitch, a rompere per guadagnare seggi e tornare ad allearsi con Berlusconi da una posizione di forza.
Le profonde differenze tra Lega e Movimento Cinque Stelle alimentano l’incertezza ma allo stesso tempo fanno ritenere improbabile una seria marcia indietro rispetto ad alcune delle riforme degli anni passati e questo dal punto di vista dell’agenzia di rating rappresenta un elemento positivo. Sul fronte europeo, l’attesa è che il nostro governo continui in qualche modo a sfidare la Commissione mettendo in discussione le regole di bilancio, ma senza davvero forzare la mano: le possibilità che si inneschi davvero un processo di uscita dall’euro sono considerate basse.

LA REAZIONE
La decisione sul rating italiano è stata comunque accolta favorevolmente a Palazzo Chigi. «Le valutazioni di Fitch confermano la solidità economica del nostro Paese e, come era prevedibile, risentono del rallentamento economico transitorio che sta investendo tutto il continente europeo - si legge in una nota - andiamo avanti con la strada tracciata nella manovra per assicurare sviluppo ed equità sociale all’Italia, prestando attenzione ai rischi provenienti dal contesto internazionale». 

Sempre nella giornata di ieri il ministro Tria ha approfittato di una visita all’Università di Tor Vergata, nella quale ha ricoperto l’incarico di preside della facoltà di Economia, per precisare le proprie perplessità sulle attuali regole europee. Perplessità che non equivalgono naturalmente ad una messa in discussione dell’intesa conclusa appena un paio di mesi fa con la commissione. Ma guardano semmai agli anni successivi, a partire dal 2020, quando il nostro Paese dovrà riprendere il percorso di riduzione del disavanzo partendo però dal colossale handicap delle clausole di salvaguardia sull’Iva.

«L’Italia si è espressa favorevolmente al Fiscal compact quando tutto sembrava sgretolarsi con la crisi - ha spiegato il ministro anche nella sua veste di economista - ma quelle sono regole che funzionano con una crescita sostenuta e non consentono di rispondere alle esigenze della situazione corrente». Si tratta quindi di regole «che non consentono di tener conto della mutevolezza delle condizioni economiche e impediscono l’aggiustamento discrezionale delle politiche finendo per agire in maniera tragicamente prociclica se non strutturalmente deflattiva». Quanto alla situazione attuale «le previsioni della Ue indicano un rallentamento della grandi economie, Germania, Francia, Italia. Un rallentamento che per l’Italia significa recessione ma la misura è simile».

LO SCENARIO DEI RATING
MOODY'S Baa3 Stabile
STANDARD & POOR'S BBB Negativo
FITCH BBB Negativo
Dbrs BBB (high) Stabile

 

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