Inarrestabili anni Novanta: e Molella conquista tutti

Cosa hanno in comune Jovanotti, il Cocoricò, la trance, Vasco Rossi, e gli 883? La risposta è Molella (quello che martella) o Molly, sopravvissuto agli Anni Novanta e ancora in vena di innovare. Perché guai a guardare solo al passato, come dice sempre: «Non voglio finire a fare solo serate revival, che possono essere un po' tristi», ha ripetuto più volte il dj, ospite sabato dell'ex Dogana e della serata Roma 90210, che riesce a far ballare gli under 25 (ma non solo) sulle note dei successi di un'epoca musicale in cui molti non erano neanche nati. Il rapporto di Molella con la musica inizia all'età di 14 anni, quando aveva iniziato a realizzare musicassette mixate per gli amici. Dal debutto di dj all'ascesa il passo è breve: nel 1986 viene notato durante una serata e approda a Radio Deejay, dove debutta come regista lavorando con Amadeus e Gerry Scotti. Impossibile citare tutti i suoi più grandi successi: il suo curriculum è ingombrante ma, nonostante questo passato che rimane, il dj continua a guardare avanti e firmare brani che accompagnano estati ed inverni dance.
Andrea Mangia, ovvero Populous, ha la musica elettronica che gli scorre nel sangue e, grazie alla quale, ha debuttato con una label di Berlino nel 2002 (sono gli anni dell'album Quipo). Ospite domani di largo Venue, il dj e producer, autore di jingle televisivi e colonne sonore, il suo ultimo lavoro è Azulejos ed è il risultato di un periodo vissuto a Lisbona. Nato e cresciuto nel Salento, sostiene che l'elettronica sia il rock dei giorni nostri: «Le vere rockstar dice sono i dj».

marco.pasqua@ilmessaggero.it

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