La battaglia sul decoro non resti solo sulla carta

Si muove, per ora solo in bozza, la lotta al degrado. Di fronte ad uno sfascio crescente che rende imbarazzante e compromessa la vivibilità la Giunta aggiorna il codice dei vigili urbani con divieti e multe salatissime.
Niente panni stesi fuori dalle finestre, niente lattine e panini sui bus, stop ambulanti suonatori. I fracassoni della radio a tutto volume in macchina dovranno rassegnarsi ad abbassarla, il citofono sarà obbligatorio. Gli innamorati dovranno giurarsi eterno amore via mail perché appendere un lucchetto costerà 300 euro. Applausi scroscianti alla norma che impone agli antifurto di allarmarsi per non più di cinque minuti: sarebbe un autentico salto di civiltà. Alla lista si potrebbero aggiungere diversi altri divieti: come quello di gettare cartacce, lattine, bottigliette, cicche di sigarette, fenomeno dilagante che però soffre di un elemento di base: mancano o sono a pezzi i cestini e troppo spesso, gonfi di rifiuti, vengono dimenticati dagli addetti alla raccolta.

Da copiare dalla Gran Bretagna: da ieri i possessori di cani li porteranno a passeggio con due sacchettini di plastica, raccoglitori. Multa per i trasgressori di ottanta sterline. Buona a sapersi. Da noi l'obbligo è considerato facoltativo e i marciapiedi lo dimostrano. Va preso atto che, almeno sulla carta, le buone intenzioni di rimettere mano al decoro ci sono. E sarà fondamentale la collaborazione dei cittadini. Ma lasciateci una riserva: la deterrenza consistente nella presenza dei controlli dei vigili urbani, è stata quasi inesistente. Finora avvertendo un vigile su qualche bruttura la risposta era invariata: certo, capisco, lei ha ragione, ma non è compito mio. Amen.
 

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