Roma, super direttore al Colosseo in corsa ne restano solo tre

Sarà un italiano e sarà un archeologo il nuovo direttore del Colosseo, con il 70 per cento di probabilità che sia donna. Il countdown per la nomina del nuovo vertice del Parco archeologico del Colosseo è ormai agli sgoccioli. A giocarsi il tutto per tutto per l'ambitissimo trono di spade del patrimonio romano (ma vale la pena dire anche d'Italia) sono tre italiani, e soprattutto tre archeologi, confortando tutte le aspettative degli addetti ai lavori. In ordine puramente alfabetico sono Mariarosaria Barbera, Alfonsina Russo e Giandomenico Spinola. Sarebbe questa la terna dei super-finalisti del concorsone internazionale pronta a volare nelle prossime ore sul tavolo del ministro della Cultura Dario Franceschini. La decisione, in questo rush finale di toto-nomi, è prevista a brevissimo. Forse anche oggi?

LA GRANDE ESCLUSA
I lavori della commissione scientifica presieduta da Paolo Baratta sono finiti, dunque, dopo aver esaminato la rosa dei dieci candidati finalisti, convocati lo scorso 18 novembre per i colloqui orali (su 82 domande arrivate al ministero, con il 10% di stranieri). E sì che la competizione era molto dura, soprattutto con una candidata come Rossella Rea, storica direttrice del Colosseo, di vasta esperienza. Una grande esclusa che fa già effetto per chi ha seguito da vicino il Colosseo negli ultimi anni. Restano fuori anche un outsider straniero interessante come il catalano di Barcellona Pere Izquierdo Tugas, e l'architetto Francesco Prosperetti, l'attuale Soprintendente di Roma che dovrà lasciare del tutto gli uffici del Foro Romano e del Palatino. La corsa al cardiopalma resta ancora per Mariarosaria Barbera, classe 55, con una lunga carriera da dirigente nel Ministero, non nuova all'esperienza del concorso internazionale visto che si è aggiudicata la scorsa primavera la guida del nuovo istituto autonomo (con la riforma dei Beni culturali) del Parco archeologico di Ostia Antica (subentrata al posto del sardo Fabrizio Delussu). Ma il suo legame con Roma arriva da lontano visto che ha guidato la Soprintendenza speciale archeologica di Roma fino al 2015. In lizza la collega, anch'essa dirigente interno del Mibact, Alfonsina Russo, classe 59, con una lunga solida carriera a tutelare il patrimonio degli Etruschi nel Lazio, guidando la Soprintendenza archeologica per l'Etruria meridionale, poi riorganizzata nella Soprintendenza per l'area metropolitana di Roma, Viterbo e l'Etruria. Esterno al Collegio Romano e in fondo straniero perché impiegato nel Vaticano, è Giandomenico Spinola, classe 59, responsabile dal 2009 del dipartimento di Archeologia dei Musei Vaticani, e degli scavi della necropoli vaticana. Barbera, Russo, Spinola, sono loro ad aver convinto i membri della commissione, sbaragliando colleghi come Edith Gabrielli, Mirella Serlorenzi, Antonella Ranaldi, Maddalena Pizzo.

GLI ESAMI ORALI
Com'erano andati gli orali? Circa venticinque minuti ciascuno di domande ben precise, con tanto di colloquio in inglese, sui progetti per rilanciare l'area archeologica centrale, puntando al tema clou del turismo cinese. Chi aveva presenziato parlava di «clima rilassato e confronto di alto livello», anche se un candidato all'uscita dalla seduta d'esame appariva molto contrariato perché «messo in difficoltà dalle domande».
 

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