La brutta fine delle colombe liberate dal Papa, aggredite dai rapaci di Roma

Di sicuro è stata una scena inquietante. Se poi si vuole cercare anche un simbolismo dietro la brutta fine toccata alle colombe della pace liberate ieri da Papa Francesco e attaccate subito dopo da un corvo e da un gabbiano, allora è pure peggio.

Di certo nè il pontefice nè i bambini che erano affacciati con lui a San Pietro potevano sapere che lasciando volare via le due bianche colombe le avrebbero consegnate a una morte tanto rapida quanto cruenta, che si è consumata davanti agli occhi attoniti della folla in Vaticano.

E se c'è chi ne ha notato il lato appunto più simbolico, con gli uccelli della pace che vengono annientati da quelli del male (e i corvi che continuano a essere un problema per il Vaticano), altri, etologi in primis, hanno invece avuto conferma di quello che sta avvenendo nella fauna della capitale, i cui cieli sono sempre più abitati da rapaci di grandi dimensioni. Il timore è che San Pietro possa diventare terreno di caccia per questi uccelli, e che le colombe possano trasformarsi in prede facili. Più che della pace insomma, è il trionfo della legge della natura, che pacifica non è.

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