Chi è l'uomo del miracolo Lega in Umbria: Stefano Candiani da Varese

PERUGIA - «Pensavano fossi venuto qui per trovare un posticino in cui candidarmi, invece il mio obiettivo era rompere gli schemi... ». Stefano Candiani è un varesino cocciuto, all’esterno i modi da chierichetto educato, a porte chiuse Rino Gattuso. Rieletto senatore in Lombardia, con una percentuale che nel suo collegio si avvicina al 50 per cento, è lui il simbolo della mutazione genetica dell’Umbria da rossa a verde Lega. Commissario del partito in Umbria dal 2013, poi promosso da Salvini segretario. La sua Lega in Umbria raggiunge il 20,2 per cento, tocca la quota astronomica di 102mila voti, doppia Forza Italia (11,3%, 56.813 voti) e fa quattro volte i consensi di Fdi (4,9%). Il partito di Salvini elegge così due deputati e due senatori. Il trentenne Riccardo Marchetti, consigliere comunale a Città di Castello vince il collegio uninominale contro un certo Gianpiero Bocci, sottosegretario agli Interni negli ultimi tre governi. Virginio Caparvi, 36 anni, nell’arco di una notte passa da vicesindaco a Nocera Umbra (Lega al 29,8%) a deputato. Ma il grande colpo, una cosa tipo Neymar al Paris Saint Germain, è stata la candidatura del sindaco di Montefalco Donatella Tesei, vincitrice nel collegio Terni-Foligno del Senato. È passata da Fi alla Lega a cavallo di capodanno. «L’ho incontrata più volte, ci ho parlato, riparlato - racconta 
Candiani - sotto Natale le ho detto “...scolta ti andrebbe di fare una chiacchierata con Salvini?”, abbiamo ragionato insieme, lei ha riflettuto un po’ sulla candidatura e poi ha accettato. Ma questa tornata elettorale per noi è il primo tempo delle regionali». Il segretario della Lega per ora non aggiunge altro, ma è palese che con questi numeri il primo partito del centrodestra potrà dare le carte per il candidato presidente di Regione nel 2020. Il profilo dell’avvocato della città del Sagrantino pare tagliato su misura per l’obiettivo. È senatore pure Luca Briziarelli, 42 anni, ex vicesindaco ed ex assessore a Passignano sul Trasimeno. Era un azzurro pure lui - zona Fiammetta Modena per la precisione - dal 2015 alla Lega. «L’Umbria è stupenda - racconta Candiani - ma ho trovato troppe dinamiche incrostate e forse in passato mancava un po’ di quell’ardire per cui se sei all’opposizione devi pensare di far di tutto per vincere la prossima volta, convinto di poterlo fare... io ho potuto decidere le candidature selezionando amministratori in grado di dare qualcosa in più, senza l’ansia di dovermi fare il vuoto intorno per essere eletto». FI: Doveroso, comunque, riconoscere quanto ci sia - tanto - anche della vecchia guardia nella vittoria del centrodestra. «Io sono una Pasqua - si lascia scappare Fiammetta Modena, senatrice quasi sicura dalle liste del proporzionale e mamma politica di Andrea Romizi - si è rotto l’argine, per chi conduce questa battaglia da tanto tempo c’è la sensazione che ora non è più tutto scontato. Questo è un evento storico». Raffaele Nevi aveva dovuto faticare un bel po’, nei giorni della composizione delle liste, per convincere Arcore & Co che nel collegio di Terni serviva un candidato cittadino: «Perchè questa è un’occasione storica», ripeteva lui. Antonio Tajani c’ha messo i suoi buoni uffici e nel collegio Terni–Spoleto della Camera è finita con il “presto ex” consigliere regionale al 37,5 per cento (63.5151 voti). Lucio Riccetti del M5S è distanziato di quasi dieci punti (28,8%) e l’ex ministro Cesare Damiano rimane inchiodato al 25,4% a circa 20mila voti di distanza da Nevi. Per la cronaca: in consiglio regionale rientrerà Maria Rosi. In casa azzurra staccare il tagliando per il parlamento anche Catia Polidori alla Camera.
Mette a segno un autentico colpaccio Fratelli d’Italia. Il partito della Meloni fa fruttare al massimo i suoi 24.900 voti, portandosi a casa due collegi uninominali. È deputato l’assessore all’Urbanistica della giunta Romizi Emanuele Prisco, che vince il collegio di Perugia. Ed è senatore Franco Zaffini, vincitore nel collegio del Senato Perugia-Foligno.

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