Camilli vs Braglia, Viterbese-Cosenza si gioca anche fuori dal campo. «Sei l'anticalcio». La replica; «Ho vinto tanto»

La partita è stata di quelle dure, roba da serie C insomma, ma il ritorno in Calabria, in programma per mercoledì prossimo, si annuncia già particolarmente elettrico. La sfida di Coppa Italia vinta dalla Viterbese 3-1 sul Cosenza, ha avuto una forte coda polemica nel post-partita.

Piero Camilli numero uno del club di via della Palazzina, non ha mai amato particolarmente il tecnico del Cosenza Piero Braglia, che a sua volta ricambia l'antipatia. La battaglia andata in scena sul pantano del Rocchi, due espulsi tra i calabresi, entrate degne delle arti marziali più che di una sfida calcistica, la polemica di Perez contro la tribuna centrale del Rocchi con conseguente intervento della Digos, hanno fatto da corollario poco elegante a quello che è successo nella pancia della sala stampa del Rocchi. Per fortuna tra i microfoni e le telecamere non sono volati calci e gomitate, me le parole sono state taglienti e lasciano il segno in vista di un match di ritorno che in terra calabrese metterà a dura prova i nervi dei giocatori della Viterbese.

Ad aprire le danze ci ha pensato Braglia: lo scorso anno il tecnico toscano lasciò al Rocchi i due punti campionato. La sua Alessandria pareggiò e fu scavalcata dalla Cremonese: un pareggio che costò la panchina al santone della serie C. "Siamo venuti a Viterbo per vincere ma non ce l'hanno permesso - ha detto scuro in volto l'allenatore del Cosenza - l'arbitro Proietti abita a 30 chilometri da Viterbo e inoltre abbiamo giocato su un campo ai limiti della praticabilità". Detto che Proietti è di Terni, non propriamente 30 km e nemmeno una città dove la Viterbese viene vista come San Valentino; le parole del mister toscano hanno fatto sobbalzare Camilli che ha rotto il silenzio stampa per l'occasione.

"Il Cosenza è venuto a Viterbo per fare la caccia all'uomo. Ci hanno riempito di calci e gomitate dall'inizio alla fine e per fortuna l'arbitro, che secondo me il prossimo anno sarà in serie B, ha tenuto in mano la gara fin da subito. Non ho visto mai un calciatore litigare con un'intera tribuna: per calmarlo è dovuta intervenire la Digos". Poi il patron gialloblù passa a Braglia. "Lui è l'anticalcio. Si fa costruire squadre che costanto centinaia di migliaia di euro e non ha mai vinto nulla. Rappresenta l'anticalcio e oggi ne abbiamo avuto la prova lampante. Ritorno a Cosenza? Non abbiamo paura: ci sarà la televisione e partiamo con un buon vantaggio".

Finita qui? Neanche per sogno: la controreplica di Braglia arriva direttamente attraverso l'ufficio stampa del Cosenza. "Il signor Camilli si permette di parlare del sottoscritto che non l'ha mai citato - attacca Braglia - vorrei ricordargli che ho vinto cinque campionati e una Coppa Italia e non ho mai rubato un euro, anzi molto spesso nella mia carriera ho rinunciato ai soldi". Siamo sicuri che quando Camilli cercherà un nuovo allenatore, non chiederà il numero di Braglia.

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