Per la natalità parte male anche il 2018: 3 mila bimbi in meno in 3 mesi

Per la natalità in Italia il 2018 è iniziato nello stesso modo in cui si era concluso il 2017, cioè male. Mentre il tema è oggetto di occasionali proclami politici non sempre molto informati (è stata indicata come contromisura a questa tendenza anche l'istituzione di un apposito ministero per la famiglia) l'Istat ha diffuso i dati relativi ai primi tre mesi dell'anno, che evidenziano un calo di quasi 3 mila nascite rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La contrazione percentuale è del 2,65%.

Si tratta di cifre ancora molto parziali e sottoposte alle normali oscillazioni mensili: ad esempio nel solo mese di gennaio c'è stato invece un incremento dei nati, forse legato anche al maggior numero di giorni lavorativi visto che una buona quota dei parti è programmata. Ma se l'andamento del trimestre sarà confermato, a fine anno avremo circa 12 mila bambini in meno rispetto ai 458 mila del 2017.

Più in generale, è probabile che il fenomeno della denatalità non sia destinato ad esaurirsi presto, al di là dell'efficacia degli eventuali provvedimenti legislativi (molto limitata nel caso dei vari bonus introdotti in modo erratico durante la scorsa legislatura). Come già ricordato, dagli approfondimenti dell'Istat emerge che la tendenza negativa in corso dal 2008 dipende in larga parte dalla riduzione del numero delle potenziali madri piuttosto che dalla propensione ad avere figli, eventualmente influenzata da preoccupazioni economiche. Dunque con tutta probabilità il fondo non è stato ancora toccato.



 

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