Berlusconi: «Salvini? Un po' pirotecnico. Io contrario a leva militare e chiusura delle moschee»

«Sono contrario al ritorno della leva militare. Nel programma del centrodestra non ne abbiamo parlato». Lo afferma Silvio Berlusconi a radio capital parlando dell'idea di Salvini di rintrodurre la leva obbligatoria per sei mesi. Un nuovo motivo di divisione tra il leghista e l'ex premier che definisce l'alleato «pirotecnico».

I due non sono d'accordo nemmeno sulla chiusura delle moschee: «La nostra Costituzione prevede la libertà di tutte le confessioni che non contrastano l'ordinamento italiano e lo Stato liberale non entra nelle convinzioni religiose ma se in nome dell'islam qualcuno giustifica la violenza e considera le donne segregate saremmo molto rigorosi. Le moschee devono essere luoghi di culto e non zone franche dove si fa propaganda. Salvini ogni tanto è pirotecnico, non possiamo chiudere le moschee».

«Io non credo che possa essere attribuito a me qualcosa che possa andare nella direzione di far aumentare il razzismo: io non ho mai detto di cacciare ma di rimpatriare. Il razzismo non c'è ma potrebbe rinascere se non contrastiamo l'immigrazione clandestina. Cosa dovremmo fare di queste persone clandestine che non hanno titolo per vivere in Italia? Chi non ha di che vivere è la manodopera ideale per la criminalità organizzata ed il terrorismo. Così sale la paura ed il malcontento, salirà anche verso i regolari».

E poi: «Sono preoccupato per la sicurezza del Paese visti i dati sui furti,per cui non si può altro che chiedere alle Istituzioni di fare qualcosa. Noi eravamo riusciti ad arginare l'immigrazione, quando siamo stati mandati a casa con un colpo di stato nel 2011 la sinistra non si è occupata dell'immigrazione che è diventata di massa. Ora abbiamo 630 mila clandestini di cui solo 30.000 sono quelli rifugiati».

Infine il tema larghe intese: «Renzi ha avuto il merito di togliere i comunisti, dovrebbe cambiare il nome del partito in socialdemocratico. Quanto all'invito alla manifestazione della Meloni perché dovrei assumere l'impegno su una cosa ovvia. Non ci sarà nessun accordo con il Pd perché noi con il centrodestra garantiremo un governo stabile. Io non vedo la necessità di liturgie dannose che possono far pensare ad un'ipotesi di accordo. Io rispetto le scelte degli alleati se vogliono chiedere ai loro candidati un accordo anti inciuci».

«Decide il Capo dello Stato cosa fare ma se non si torna al voto non avremmo scelta che mandare avanti questo governo e andare al voto con questo governo, magari facendo una legge elettorale migliore anche se non so se ci si sarebbe una maggioranza per cambiarla».

Berlusconi ha poi annunciato di aver incaricato i legali di querelare Di Maio che ha detto che l'ex premier è «la rovina della patria»: 
«Io non so nemmeno cosa sia il Cara di Mineo, ho dato incarico ai miei legali di occuparsi di quello che ha detto. Se esistesse il rischio che personaggi come Di Maio andasse al governo sarebbe una catastrofe. Sono una setta che dipende da un unico capo». 

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