Battistoni e Rotelli: «Nel Viterbese il centrodestra lo supera il 40%»


Senatore Francesco Battistoni, deputato Mauro Rotelli. Onorevoli, da ora. Hanno stravinto la loro partita nei due rami del Parlamento giocando nella Tuscia, stracciando i diretti rivali. Hanno staccato di netto il M5S e più che doppiato il Pd. Esultano per il risultato, ma attendono gli sviluppi che passano dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Rotelli, Fratelli d'Italia, ex assessore a palazzo dei Priori: ha toccato il 40,09 per cento con 65.443 voti. Molti più di Elisa Galeani, M5S, al 32,6 con 53.222; Giuseppe Fioroni, Pd, si è fermato al 19,47, con soli 31.950. Il dem è stato rottamato, oltre che doppiato. Ma il neo deputato smorza. «Senza nulla togliere alla rappresentatività dei candidati dice Rotelli - bisogna essere sinceri: è un voto di carattere politico, che rispecchia un andamento nazionale. Ci sono valori in campo evidenti in linea con chi ha vinto e chi ha perso. Quindi con la massima umiltà dico che sì, la campagna elettorale l'ho fatta ventre a terra e tutti hanno dato il massimo nella coalizione, ma la tendenza nazionale ha fatto il suo lavoro. Certo, questa deriva da alcuni errori che ha fatto chi ha governato, senza nulla dare o togliere agli altri candidati».

Reso l'onore delle armi agli sconfitti, insomma. Resta un dato, quello nazionale di FdI alla Camera è del 4,35, qui è quasi raddoppiato, il 7,95. «Al di là di qualche sondaggio farlocco uscito dall'altra parte per galvanizzare le truppe, che ci sta pure continua Rotelli - ci si chiedeva se il centrodestra poteva raggiungere il 40 per cento: a Viterbo lo ha fatto. Ma la parte più dura arriva adesso, la situazione è molto delicata. Bisogna capire se e quale quadratura si riuscirà a trovare, poi ci si metterà al lavoro per la provincia di Viterbo». L'esponente di FdI per un periodo è rimasto lontano dalle competizioni elettorali: ora rientra dalla porta principale. Questo risultato è anche una rivincita personale? «No, il lavoro per il territorio non può esserlo, sarebbe sminuire una missione molto più alta di una rivincita personale che non interessa a nessuno», risponde.

Battistoni, Forza Italia, ex assessore provinciale: ha chiuso al 39,85 con 118.557 voti superando di netto Alberto Cozzella del M5S (96.089 e 32,3%) e il dem Alessandro Mazzoli (59.046 con il 19,85). «Sono estremamente soddisfatto del risultato: ringrazio gli elettori, il partito che mi ha candidato e gli alleati commenta il neo senatore - con i quali ho condiviso una entusiasmante campagna elettorale che ha dato risultati eccezionali. Non solo nella parte di collegio di Viterbo, ma anche nei 19 comuni della provincia di Roma, tra cui Civitavecchia, amministrata dai grillini, dove ho vinto contro un loro candidato del posto». Senatore Battistoni: che effetto fa sentirsi chiamare così? «Sinceramente sono rimasto sempre con i piedi per terra, sia nei momenti buoni - spiega - che in quelli più bui. Questo risultato mi carica di responsabilità, perché gli elettori mi hanno dato grande fiducia. E cercherò di ricambiare svolgendo questo nuovo ruolo nel migliore dei modi, rappresentando al meglio tutto il territorio, compresi quei 19 comuni della provincia di Roma».

A proposito di momenti bui: Battistoni ha battuto Mazzoli, che nel 2005 gli aveva soffiato la presidenza della Provincia al ballottaggio, dopo che il forzista aver sfiorato il 50 per cento al primo turno. «Ma il dato era falsato dal secondo turno, trainato dalla vittoria di Marrazzo alla Regione. Al primo ero molto sopra, al 49,07 per cento. Stavolta - sottolinea - per fortuna il turno è unico, ma da allora è cambiato il mondo. Tanto è vero che in campagna elettorale si avvertiva che l'avversario erano i 5 Stelle, non il centro sinistra».

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