Gli alberi killer una cartolina del degrado della Capitale

Sosteneva Edgard Morin, sociologo francese, che in Italia tutto finisce in tribunale. Come dire: ogni fatto, da voi, ha un risvolto che necessita dell'intervento di un magistrato e poi di una sentenza. È di ieri la sospirata notizia: la procura della Repubblica ha aperto un fascicolo sul fenomeno dei pini killer. Ottantadue mila alberi nella Città eterna sono a rischio caduta, quaranta già stramazzati al suolo, decine i feriti, alcuni gravi. Cento episodi già catalogati a piazzale Clodio per ordine del pm Nunzia D'Elia, determinata a capire se ci sono responsabilità penali. E ce ne sono, questo è certo. Di chi? Del Comune? Del Servizio giardini? Delle ditte appaltatrici? Degli organi ispettivi?
Siamo molto interessati all'andamento dell'istruttoria (finalmente avviata con determinazione) perché, al di là dell'aspetto scandaloso e quasi surreale del fenomeno, gli alberi killer rientrano in una più vasta visione del degrado in cui è piombata la Capitale. Gli alti fusti con le radici marce inghiottite dall'asfalto, i rami che si gonfiano paurosamente come vele, rappresentano la metafora dello sfascio orizzontale di intere zone e quartieri. Con l'autunno si spengono i bollettini degli incendi e si accendono gli allarmi per le foglie che intasano le caditoie e scatenano allagamenti. Ecco: al pm D'Elia, già che si occupa di reati ambientali, potrebbe interessare come mai a Roma, insieme alle foglie cadono anche gli alberi. Ci vediamo in tribunale?
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Leggi l'articolo completo
su Il Messaggero
Outbrain
Manovra, no a procedura d'infrazione Ok dell'Ue, giudizio finale a gennaio
Ecotassa, stangata fino a 2.500 euro su auto medie
Pensioni, ecco gli aumenti. Per le alte tagli dal 5 al 30%
Ricciardi si dimette da presidente dell'istituto superiore di Sanità, a breve il commissario
Bolsonaro: «Battisti è con qualche suo compagno o ha lasciato il Brasile»