Viterbo, evade dai domiciliari per portare il cane a fare pipì: condannato

di Andrea Arena
Il senso di pulizia, e l'amore per gli animali, gli sono costati cari. Anzi: gli sono costati una condanna a venti giorni di reclusione (pena sospesa) decisa dal giudice monocratico Elisabetta Massini. Protagonista un giovane residente a Canepina, accusato di evasione dagli arresti domiciliari e difeso dall'avvocato Lorenzo Contucci. E' stato lo stesso ragazzo – che si trovava sotto custodia cautelare a casa – a raccontare in aula, come sono andati i fatti: “Vivo da solo e ho un cane. Si solito tutte le mattine veniva il compagno di mia madre a portare il cane a fare i suoi bisogni fuori casa e allo stesso tempo andava a gettare l'immondizia. Quel giorno non è venuto e allora sono sceso io. Peccato che sotto la mia abitazione ho trovato i carabinieri ad aspettarmi”. Carabinieri che lo hanno arrestato così su due piedi, ancora in pigiama e in ciabatte per non aver ottemperato alla misura di custodia cautelare.

In sede di requisitoria il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a sei mesi di reclusione, mentre la difesa ha insistito sulla particolare tenuità del fatto, tanto che poi al giovane furono concesse due ore di permesso quotidiano proprio per far fronte a queste esigenze “domestiche”. Il giudice, considerando la scelta del rito abbreviato e le attenuanti, ha emesso una condanna a 20 giorni.
Mercoledì 10 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 10:51

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