Posta a giorni alterni, esordio da incubo: giacenze e bollette scadute nel Viterbese

Un portalettere di Poste Italiane
di Federica Lupino
Posta a giorni alterni, l’esordio è da incubo. Il nuovo sistema di consegna dal 4 dicembre è entrato in vigore a Tarquinia, Montalto di Castro, Tuscania, Arlena di Castro e Monteromano. A gennaio, pare intorno alla metà del mese, toccherà al centro di distribuzione di Grotte di Castro che serve Acquapendente, San Lorenzo Nuovo, Onano, Gradoli, Latera e Bolsena. I risultati sinora sarebbero disastrosi. Bollette che arrivano scadute, posta in giacenza accumulata nei magazzini, problemi nella gestione delle imposte comunali perché le richieste di pagamento arrivano in ritardo e quindi non vengono pagate in tempi utili.

“A Tarquinia – ricorda Pompilio Amatucci, segretario della Slc Cgil – la prima settimana in cui la riorganizzazione è entrata in vigore di mezzo c’era l’8 dicembre. Significa che in una delle zone la corrispondenza è mancata per quasi una settimana. Inoltre, le aree di consegna sono state ridisegnate accorpando le precedenti e sono tanto ampie che ogni giorno il portalettere accumula tra le 120 e le 130 raccomandate”. Questa tipologia di documento ha la priorità sulle altre e va consegnata per prima. Ma comporta anche tempi molto lunghi di lavorazione, come si dice in gergo, perché va firmata e consegnata la ricevuta da parte del destinatario.

“In pratica, ogni postino impiega quasi tutto il turno solo per le raccomandate e la parte restante del recapito resta in coda. E così – denuncia Amatucci – capita che in alcune zone la posta non prioritaria venga consegnata ogni dieci giorni perché non c’è tempo per farlo prima”. In questo periodo, inoltre, è schizzata alle stelle anche la consegna dei pacchi di Amazon, visto che molti comprano i regali online. Anche questi sono prioritari insieme alle raccomandate e tutto il resto va ad accumularsi in giacenza.

“Un caos – spiega il sindacalista – di cui si stanno lamentando anche i cittadini. Mi chiedo cosa potrà succedere durante il periodo estivo quando sul litorale la popolazione decuplica e già ora, nonostante i portalettere siano costretti agli straordinari per tamponare l’emergenza, gli accumuli si accavallando in maniera consistente”. E tra la posta che resta indietro nelle consegne ci sono anche le bollette.

Non va meglio a Montalto di Castro dove il sindaco Sergio Caci si è fatto promotore di una campagna per chiedere al Parlamento di intervenire. “Ho invitato gli altri comuni a deliberare contro la riorganizzazione. Ho raccolto i provvedimenti di Proceno, Piansano, San Lorenzo Nuovo, Nepi, Tuscania, Barbarano Romano, Latera e Acquapendente. Li invierò ai capigruppo delle Camere e al Governo, con la speranza che nella prossima legislatura qualcuno intervenga”, spiega il primo cittadino. Anche perché disagi non ci sono solo per i privati. “Non riusciamo a garantire la consegna e la ricezione delle notifiche di pagamento nei tempi necessari, quindi – afferma – non possiamo applicare gli interessi di mora per i tributi scaduti. L’altro giorno la responsabile degli Affari generali aveva addirittura proposto che fosse un dipendente comunale a recarsi alle Poste per ritirare quanto a noi destinato, ma mi sono rifiutato: il servizio è già pagato dai cittadini e deve funzionare”. 
Venerdì 29 Dicembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 17:36

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3 di 3 commenti presenti
2018-01-02 08:41:58
Veramente l'Italia sta diventando il paese dell'assurdo. La corrispondenza non è un optional da privatizzare. Forse qualcuno l'ha dimenticato, ma i servizi che fanno capo al benessere pubblico non possono e non devono essere messe in mano a privati, e nemmeno i lavoratori vanno ridotti in schiavitù!
2017-12-29 19:18:02
esatto,,poste spa deve fare utili,,,, e con meno personale
2017-12-29 18:15:33
Sono i risultati delle politiche renziane o come ripete qualcuno, delle riforme strutturali, in cui bisogna privatizzare il tutto promuovendo il precariato, purchè il guadagno dei pochi aumenti.
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