«La musica non è finita, siamo disponibili al confronto coi cittadini, ma è il Comune che sbaglia»

di Andrea Arena

“Avremmo potuto lasciare acceso tutto l'impianto, perché la deroga allo sforamento dell'impatto acustico che ci aveva concesso la commissione lo scorso 23 novembre è ancora in vigore. Ma visto che siamo venuti a sapere, seppur a livello ufficioso e informale, della diffida, abbiamo deciso di spegnere la musica”, dice il presidente di fondazione Caffeina Andrea Baffo.

E' la conferenza stampa convocata d'urgenza dalla stessa Caffeina in seguito appunto alle vicende che da venerdì ad oggi hanno lasciato il Christmas Village senza musica natalizia in filodiffusione: l'impianto di 65 “trombe” viene utilizzato solo per gli annunci di sicurezza, “sebbene – precisa lo stesso Baffo – lo avevamo installato, su richiesta di tanti visitatori dello scorso anno, proprio per la musica. E questo il Comune e la commissione lo sapevano, è tutto scritto, così come sapevano che si trattava della scelta meno impattante per la cornice storica e architettonica in cui ci troviamo. Soltanto dopo abbiamo colto l'occasione e abbiamo deciso che lo avremmo utilizzato anche per l'ordine pubblico”. E infatti questi 65 diffusori si chiamano proprio “music horn speaker”. Un paradosso, non l'unico, di questa vicenda difficile da capire, specie se si viene proprio al Village, dove la musica continua ad esserci, e per fortuna: quella diffusa dagli altoparlanti normali, infatti, non è oggetto di diffida. Tutt'intorno a piazza del Gesù, appunto, rimbalzano canzoncine natalizie e non.

“I residenti hanno tutto il diritto di fare degli esposti, ci mancherebbe – dice il direttore artistico Filippo Rossi – e noi li abbiamo sempre ascoltati. Anzi, in questi giorni abbiamo anche spostato alcuni speaker dopo segnalazioni di abitanti. Questa non è un'invasione, ma un confronto continuo e civile con chi nel quartiere vive e opera. Il problema è che manca la terza parte, vale a dire un Comune che non dialoga, non risponde, fugge e ci mette i bastoni tra le ruote. E che a questo punto vuole il male della città, dei viterbesi, e dei tanti turisti che anche oggi sono venuti a Viterbo”.

L'avvocato Giacomo Barelli, legale della Fondazione, spiega anche perché la diffida del Comune non è valida: “L'hanno inviata a me, come rappresentate legale, peccato però che la Fondazione non sia domiciliata da me, e dunque in teoria dovrebbe esserne ancora all'oscuro. Abbiamo poi il via libera concesso già dalla commissione provinciale in Prefettura, e da quella comunale dello scorso 24 novembre, a cui ero presente anche io”. La stessa commissione che si è tornata a riunire il 1 dicembre, venerdì, per ribaltare l'ok: quel giorno, però, la Fondazione Caffeina non era stata invitata. Già la prossima settimana, comunque, si spera di riaccendere la musica senza dare troppo fastidio; di certo ai cittadini, magari pure ai manovratori.
Domenica 3 Dicembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 17:04

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