Il raddoppio della Cassia non unisce: è il tormentone elettorale dei candidati

Un tratto del progetto per la Cassia
di Carlo Maria Ponzi
Elezioni del 4 marzo: un fiume di parole unisce l'impegno degli aspiranti consiglieri regionali. Che rimandano a vari argomenti: legge Fornero, buona scuola, crisi demografica, beni culturali, infrastrutture, sviluppo turistiche ecc. Ma una parola su tutte primeggia: Cassia.

E così, partendo da un intervento di Fabio Belli, delegato dell'Ance (costruttori edili), il raddoppio della consolare è diventato un tormentone. Cosa ha detto Belli? Fatta la storia dell'ultimo mezzo secolo legata all'ammodernamento dell'arteria, ha sollecitato «la politica a cogliere l'opportunità di inserire nei programmi impegni concreti, per un'opera fondamentale per lo sviluppo del territorio, la cui realizzazione è diventata improrogabile».

E la politica ha risposto. «Non possiamo più nascondere la testa sotto la sabbia, la prossima amministrazione regionale dovrà distinguersi per aver dato certezze al miglioramento dei collegamenti tra Viterbo e Roma», ha scandito Lisetta Ciambella, candidata Pd alla Regione. «Il raddoppio della Cassia è una delle tante incompiute del centrosinistra nel Lazio», ha scandito invece Daniele Sabatini, che punta col centrodestra l secondo mandato alla Pisana.
Ma poi, forse per far venire meglio alla luce le divisioni che continuano ad albergare nel Pd ,dopo la spaccatura in sede congressuale e nella scelta dei candidati, ecco la divaricazione esplicitata da altri due aspiranti consiglieri dem: Andrea Egidi e Mauro Mazzola, intruppato nella lista civica Zingaretti presidente. «Le parole di Belli sono musica per le mie orecchie - ha sillabato il primo - ma il raddoppio va affidato all'Anas e non all'Astral (la spa della Regione sulla viabilità, ndc) che non ha più ragione d'esistere».

«Il raddoppio della Cassia non è rimandabile», ribadisce Mazzola, avvertendo che «non sono d'accordo sull'eliminazione dell'Astral». L'ex sindaco di Tarquinia si diletta a dare bacchettate, pare solo ai suoi sodali. Accanto a Egidi, ne fa le spese anche il circolo Pd costiero, reo di dare «il proprio appoggio a un candidato di fuori», ossia Enrico Panunzi (leader della minoranza piddina, aspirante consigliere al secondo mandato).
Domenica 11 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 15:46

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