Dalla battaglia contro il Catania all'ultima con Farris in panchina: di notte la Viterbese vola

Viterbese in notturna, una storia di successo
di Marco Gobattoni
Bella di notte. Il Rocchi tornerà a colorarsi domenica sera per ospitare alle 20,30 l’atteso match tra la Viterbese e il Siena. Una gara dall’alta posta in palio che sarà giocata davanti a tanti tifosi. Il feeling della Viterbese con le gare in notturna è storico: battaglia vinte contro Catania e Sora, pareggiate con rammarico contro Acireale e Spal e vinta con un’intera città alle spalle, nell’ultima apparizione serale ufficiale contro la Voluntas Spoleto.

Il fascino dei postici serali si sa è forte e magico: in queste ore tanti tifosi della Viterbese stanno acquistando il biglietto per la partita di domenica sera, quando al Rocchi arriverà la capolista del girone A della serie C, Siena. L’impianto di via della Palazzina è pronto a luccicare come un teatro nelle serate di gala. La luce dei riflettori, il panino, la birra e la pizza prima o dopo la gara hanno esercitato sempre una presa speciale sulla tifoseria viterbese.

Non solo i tifosi però amano giocare di notte ma anche la squadra: mai una sconfitta nella storia recente della
Viterbese nei match serali: l’ultimo acuto è arrivato lunedì scorso a Piacenza.

Lì si era lontani dal fortino gialloblù che in questi anni ha visto poche ma buone gare casalinghe sotto i riflettori. La battaglia vinta 1-0 contro il Catania con un missile di Omar Martinetti che fece esplodere Lillo Puccica in panchina e scatenare lo scontro tra l’ex numero uno della Viterbese Luciano Gaucci, volato in Sicilia e il suo successore Gerry Aprea. Quella notte volarono parole grosse negli spogliatoi e bottigliate fuori, con i tifosi del Catania che si comportarono come un’onda barbarica e danneggiarono
decine di auto nel parcheggio dell'Okay. 
I supporter isolani lasciarono Viterbo alle 5 del mattino senza punti, così come altri rivali storici della Viterbese: quei ciociari del Sora regolati con lo stesso punteggio da una rete di Roberto Gimmelli. “Che emozioni e che squadra quella lì – ricorda oggi Gimmelli – eravamo una gruppo di amici che lottava e si aiutava dentro e fuori dal campo”. Quella sera il Rocchi rispose presente e con una grande coreografia omaggiò i 19 militari italiani assassinati pochi giorni prima a Nassiriya.

“Il Rocchi nelle partite serali ci ha regalato sempre una spinta in più – ammette un vero gialloblù come Vincenzo Santoruvo – anche per noi giocatori era bellissimo scendere in campo con un’atmosfera magica. Finalmente la Viterbese è tornata dove merita e domenica sarò in tribuna per
sostenerla”. 
E poi il pareggio amaro contro l’Acireale con Favo che sbaglia un calcio di rigore e il 2-2 spettacolare della Viterbese targata Alessandro Pochesci contro la Spal. Freddo cane quel 26 gennaio del 2007 ma Rocchi come al solito caldo con Massimiliano Farris, oggi allenatore in seconda di una Lazio che vola, che segnò su calcio di rigore.

Lo stesso Farris visse sulla propria pelle le emozioni dell’ultima gara casalinga giocata al Rocchi dalla Viterbese. Nel 2013 erano i tempi della crisi societaria e delle collette dei tifosi: un gruppo straordinario che quella sera travolse 3-0 lo Spoleto davanti a 3000 mila tifosi. Un mese dopo sbarcò Camilli e con lui la rinascita di una squadra e di una città che domenica sera ha voglia di tirare fuori il vestito elegante per tornare ad essere bella di notte.
Venerd├Č 20 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 15:22

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