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Umbria

Umbria mobilità, diktat ai Comuni
«Più soldi o dite addio ai bus»


Manifestazione dei dipendenti di Umbria Mobilità nel centro di Perugia
di Luca Benedetti

PERUGIA - Oggi, lunedì, Perugia fa la mossa. Stamattina è convocata la commissione bilancio che dovrà mettere mano al caso di Umbria Mobilità. Serve la delibera per dare il via libera concreto alla promessa dell’aumento di capitale sociale.

Cioè la ricapitalizzazione per salvare l’azienda che oggi c’è e domani chissà. In quelle carte i consiglieri comunali troveranno sulla scrivania, ci sono passaggi chiave per il destino di 1500 dipendenti, un mucchio di milioni mai arrivati da Roma, un bel gruzzolo di debiti e l’attenzione non solo della Corte dei Conti su tutto quello che non funziona. Per esempio c’è il piano di ristrutturazione aziendale. Ma i consiglieri della seconda commissione di palazzo dei Priori dovranno valutare pure la possibilità del bando per l’apertura a un socio privato. Un affare da 25 milioni di euro.

Si annuncia battaglia per una delibera gemella di quella approvata dal consiglio provinciale. E che contiene la promessa del Comune di trovare nel bilancio 2013, i 5 milioni di euro della ricapitalizzazione in capo a Perugia. E poi c’è anche la lettera di patronage per le banche a cui gli enti proprietari, stanno chiedendo il prestito che darebbe fiato per qualche mese in attesa che il socio privato dica sì.

Perugia fa la mossa per avere almeno le carte in regola. Perugia fa la mossa e dentro a quel piano di ristrutturazione ci sono passaggi che dicono che Umbria Mobilità a febbraio è pronta a mollare i servizi non pagati su Roma. Ma c’è un passaggio che tocca anche i Comuni umbri. Perché di fronte a un corrispettivo (la quota riconosciuta per ogni chilometro di servizio) molto basso, l’azienda chiede un adeguamento. E la partita diventa tosta. Se i Comuni pagano è difficile che non aumenti il costo del biglietto. Se i Comuni non pagano Umbria Mobilità taglierà i chilometri di corse corrispondenti al mancato adeguamento. Questi significa che c’è chi rischia di rimanere a piedi.

L’aria che tira sul confronto in Comune si capisce dalle parole di Sauro Bargelli (Pd), vice presidente della commissione. Che attacca così: «Salvare Umbria Mobilità dal fallimento sì, ma non a carico dei cittadini. Devono essere intraprese azioni sanzionatorie verso amministratori, revisori e dirigenti aziendali. Così come non possono essere sottaciute le responsabilità di chi non ha vigilato, a partire dagli assessori ai trasporti degli Enti soci e in particolare dell’assessore regionale Rometti». Nel pomeriggio super vertice dalla Marini.

Domenica 27 Gennaio 2013 - 21:12
Ultimo aggiornamento: -
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