Norcia, sigilli all'ex Centro operativo
comunale: pioggia di avvisi per crollo
Tra gli indagati anche l'ex sindaco

Un'immagine del Centro operativo comunale di Norcia in piena emergenza terremoto
di Ilaria Bosi
NORCIA - Pioggia di avvisi di garanzia per i danni registrati all'interno dell'ex Centro operativo Comunale di Norcia. È a una svolta l'indagine aperta dalla procura della Repubblica di Spoleto all'indomani del sisma e che ha portato gli inquirenti a concentrarsi principalmente su quanto avvenuto la mattina del 30 ottobre all'interno del Centro operativo comunale, che in quei giorni drammatici di emergenza ospitava decine di sfollati, compreso il sindaco Nicola Alemanno. Le scosse causarono il collasso di alcune colonne e terrorizzarono i presenti: fortunatamente tutti riuscirono a mettersi in salvo. L'ipotesi di reato principale su cui lavora la Procura è quella di crollo (ex art. 434 codice penale, crollo di costruzioni o altri disastri dolosi) e gli indagati sono 11: tra loro, tecnici e progettisti (pubblici e privati) che realizzarono la struttura agli inizi degli anni 2000 e il sindaco di allora, Giampietro Angelini (in carica alla fine degli anni '90, quando avvenne la progettazione). Titolare del fascicolo è il procuratore capo Alessandro Cannevale, che coordina l'indagine insieme ai sostituti Iannarone e Mattei. La procura ha parlato di «atto dovuto» e anche l'iscrizione nel registro degli indagati delle 11 persone è stata motivata come atto di tutela, a garanzia degli stessi indagati, che potranno così partecipare, attraverso i propri consulenti, agli accertamenti che verranno disposti. Anche la procura ha nominato un suo consulente, esperto di crolli. I locali dell'ex Coc sono stati posti sotto sequestro. L'indagine è condotta dai carabinieri di Norcia, che dipendono dalla Compagnia di Spoleto.  
Giovedì 18 Maggio 2017 - Ultimo aggiornamento: 10:36

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