Arriva dalla California il film che
racconta gli esordi di Alberto Burri

di Francesca Duranti
La seconda patria di Alberto Burri era la sua amata /odiata America: Los Angeles, dove viveva con sua moglie Minsa, in collina, in una casa in legno dove l’Umbria era sempre presente, con il tartufo a tavola e le partite del Perugia calcio da vedere alle sei del mattino grazie alle prime trasmissioni via satellite. Burri passò molti inverni in California dagli anni Sessanta fino al 1990. Il rapporto che aveva con L.A. (così siglava tutte le opere che lì realizzava) è stato suggellato nel 1977 con la donazione del “Grande Nero Cretto”, che fu donato dal Maestro all’Università di UCLA prescelta per la sua prima grande mostra americana itinerante del 1977. L’opera, di dimensioni imponenti, 15 m x 5, è composta da oltre 700 pezzi di ceramica, ideati e lavorati con il ceramista tifernate Massimo Baldelli e il tecnico Corrado Ponti. Furono trasportati da Città di Castello e montati allo Sculpture Garden di UCLA, dove oggi la scultura forma un connubio di arte e architettura rivestendo una funzione centrale all’interno del campus. A quarant’anni da questo evento e a conclusione delle celebrazioni del centenario dalla nascita, Alberto Burri non smette di affascinare e di essere omaggiato, e il “Grande Nero Cretto” costituisce l'occasione di approfondimenti che indagano la cifra stilistica dell’artista tifernate, con un’analisi degli elementi fondativi della sua poetica: il fuoco, i ferri, i legni, i sacchi, le plastiche e naturalmente anche la ceramica. Per la ricorrenza, verrà presentato il 9 gennaio all’Università californiana, in anteprima mondiale, il film “Variazioni: A Visual Polyphony”. Diretta da Giuseppe Sterparelli, con la fotografia di Lisa Rinzler, acclamata cinematographer per Wim Wenders e Scorsese, la pellicola restituirà gli esordi di Burri, a partire dalle sperimentazioni concepite in sinergia con il poeta Emilio Villa. Il film d’autore della durata di 17 minuti si ispira proprio al libro di Emilio Villa “17 Variazioni su temi proposti per una pura ideologia fonetica”, che Burri illustrò nel 1955 con tre acqueforti, e metterà in luce la collaborazione che l’artista sviluppò con il poeta, per le cui visionarie liriche creò le sue prime combustioni su carta. Le immagini del film sono state girate in gran parte nel deserto della Death Valley, dove Rinzler e il regista hanno incontrato una dimensione di assolutezza, quasi un “grado zero” della terra, che ha il suo apice proprio nell’incontro ideale con il Cretto di Los Angeles. Dopo l’anteprima californiana il video verrà proiettato in data da definirsi all’Accademia di Belle Arti di Perugia, dove lo Stesso Emilio Villa tenne una magistrale conferenza nel 1984. Il programma di eventi organizzato dal dipartimento di Italiano di UCLA e dall’Istituto Italiano di Cultura a Los Angeles è ricco di interventi e di esibizioni uniche, come quella di John Densmore, batterista del gruppo The Doors, che eseguirà una performance percussiva e che dialogherà con l’installazione luminosa "Desert Flows" dell’artista visuale Alessandro Marianantoni, esaltando i valori formali del “Grande Nero Cretto”.
Gioved├Č 5 Gennaio 2017 - Ultimo aggiornamento: 17:22

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