delpmario

Giovedì 1 Gennaio, 01:00
qual'è, o quali sono gli articoli che avrebbe violato?
dalla notizia:
Giovedì 1 Gennaio, 01:00
Parlando a titolo personale, da appassionato di storia e – credo – persona dotata di buonsenso, mi vengono in mente le seguenti riflessioni: - la bandiera in questione NON apparteneva al Terzo Reich, bensì al Secondo Reich e sventolò ufficialmente l’ultima volta il 21 giugno 1919 nella baia di Scapa Flow, fino a quando l’ammiraglio Von Reuter diede l’ordine alla flotta di autoaffondarsi per non cadere nelle mani degli Inglesi; - il luogo in cui si trovava NON era pubblico, aperto al pubblico o esposto al pubblico, tant’è che il fotografo ha dovuto utilizzare un teleobbiettivo per renderla visibile; - NON esiste alcuna norma che astrattamente vieti di detenere bandiere di Stati esteri, defunti e non; - ammesso e non concesso che il vessillo in questione sia utilizzato ANCHE da neonazisti, tifosi violenti ecc., soltanto se, ripeto, se si appurasse che il militare si sia evidenziato per aver partecipato a riunioni, manifestazioni, espresso opinioni, preso parte a cori o altre manifestazioni contrarie al suo status (vedasi la formula del giuramento consultabile nella pagina di wikipedia: « Giuro di essere fedele alla Repubblica Italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina e onore tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni »), ben verrebbero eventuali provvedimenti a suo carico, perché in tal caso la bandiera costituirebbe il riscontro oggettivo di questa sua devianza. In assenza però di tali indispensabili elementi probatori, il vessillo, a mio modesto parere, è e resta quello che è: la bandiera della Marina di uno Stato che non esiste più.
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