Morta Maryam Mirzakhani: è stata la prima donna a vincere il "Nobel" per la matematica

di Federica Macagnone
La sua luce si è spenta. Era un faro abbagliante Maryam Mirzakhani, una mente brillante e geniale, una delle scienziate più importanti dell'era contemporanea, diventata la prima donna nella storia a vincere la Fields Medal, l’equivalente del “Nobel” per la matematica. Sabato è stata stroncata da un tumore al seno con metastasi ossea che non le ha lasciato via di scampo e che se l'è portata via all'età di 40 anni.

Maryam era nata nel 1977 a Teheran. Era riuscita a finire le elementari alla fine della guerra Iran-Iraq e questo le aveva permesso di continuare a istruirsi in un mondo che, in caso contrario, l'avrebbe lasciata indietro. Durante le scuole medie, la matematica non era neanche nei suoi pensieri. Non sembrava esserci portata, racconterà lei stessa più tardi dicendo che, a quell'età, amava la letteratura a tal punto che aveva pensato di diventare scrittrice. Divorava libri, qualunque volume le capitasse sotto mano, solo che con gli anni le parole si sono trasformate in espressioni algebriche e sequenze interminabili di numeri.

All'ultimo anno delle superiori la sua passione per espressioni e integrali l'aveva portata a vincere per due edizioni consecutive, nel '94 e nel '95, la medaglia d'oro alle Olimpiadi internazionali di matematica. Da allora, riposto il sogno nel cassetto di diventare scrittrice, il suo percorso in un mondo che, soprattutto nella sua terra, era appannaggio degli uomini, è stato tutto in ascesa: si laureò a Teheran e poi conseguì un dottorato ad Harvard con una tesi sui cammini chiusi sulle superfici in geometria iperbolica. Il mondo universitario si accorse della sua genialità e Princeton le offrì la prima cattedra, poi anche Stanford le aprì le porte.

Nel 2014 arrivò il riconoscimento più grande per quella donna capace di abbattere un muro storico: Maryam, infatti, fu la prima donna al mondo a ricevere la prestigiosa medaglia Fields, considerata il Nobel per la matematica «per i suoi contributi alla dinamica e alla geometria delle superfici di Riemann e dei loro spazi di moduli». «Spero che questo riconoscimento sia d'ispirazione per le giovani ragazze - disse all'epoca Frances Kirwan, dell'Università di Oxford, membro della giuria - Bisogna credere nelle proprie capacità e sperare di essere le vincitrici del futuro».

Era il 2014 e Maryam sapeva già di essere malata da un anno. Ha combattuto con tutte le sue forze, ma non ce l'ha fatta: si è spenta in California, a soli 40 anni, lasciando il marito e la figlia. Amava definirsi una “pensatrice lenta”, ma il suo cervello andava alla velocità della luce quando si occupava dei suoi campi di studio che includevano la teoria ergodica e la geometria simplettica, settori molto astratti della matematica pura. «Si è spenta una luce - è stato l'ultimo saluto su Instagram dell'amico Firouz Naderi, scienziato della Nasa - Un genio? Sì, ma anche una madre, una figlia e una moglie». Semplicemente Maryam. 
Domenica 16 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 19-07-2017 09:01

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