MakeToCare, premiate le migliori idee per superare i problemi della disabilità

di Federica Macagnone
Giovani, con un percorso di studio alle spalle e con idee vincenti. Sono un team di studenti universitari riminesi e un ragazzo di 19 anni i vincitori di MakeToCare 2017, il contest organizzato da Sanofi Genzyme - divisione specialty care di Sanofi - con lo scopo di intercettare e valorizzare soluzioni hi-tech in grado di aiutare concretamente le persone con disabilità. La registrazione dell’intera serata della premiazione è disponibile sulla pagina Facebook di Sanofi Italia. 
 
 

Otto i progetti presentati durante la serata di premiazione alla Lanterna Rome, ma saranno solo due gli artigiani digitali che voleranno nella Silicon Valley per un’esperienza formativa nel cuore pulsante dell’innovazione. A scegliere i vincitori un comitato di valutazione di esperti che ha avuto la possibilità di vedere illustrati i progetti all'avanguardia direttamente dai maker che si sono presentati sul palco: 3 minuti e mezzo per raccontare le loro idee, la fatica, gli step per raggiungere l'obiettivo finale e i sogni nel cassetto. Progetti diversi, ma guidati tutti da un unico comune denominatore: riuscire a migliorare la vita di coloro che sono affetti da disabilità. Ad aggiudicarsi il riconoscimento sono stati il team di Federico Gualdi, Roberto Lucchisani e Nicholas Silvestri, tutti 19 anni, con la loro “Optical Wheelchair” e Mattia Strocchi, anche lui 19enne, che ha realizzato “Orion”. 

Optical Wheelchair permette di comandare il movimento di una sedia a rotelle con gli occhi e le espressioni del viso attraverso una particolare camera dell’Intel. Il computer riceve le informazioni dalla camera, che le manda tramite bluetooth al microcontrollore dopo averle elaborate. Il microcontrollore, mediante un circuito elettronico, muove le ruote in base alle informazioni ricevute. Orion, invece, è un esoscheletro comandato dagli impulsi muscolari, attraverso un elettromiografo. Si tratta di un tutore applicabile agli arti che, grazie a un doppio dispositivo, aumenta la forza di chi lo indossa aiutandolo così nei movimenti muscolari. È costituito da due parti: una scheda elettronica che permette di visualizzare sul computer i segnali muscolari raccolti tramite elettrodi applicati agli arti, rifacendosi all’esame medico della elettromiografia, e un esoscheletro controllato da un attuatore, un sistema meccanico collegato alla scheda elettronica e all’esoscheletro che si mette in movimento dando più forza all’arto quando gli arriva il segnale che il muscolo si vuole muovere. Attualmente è stato realizzato un prototipo funzionante di un esoscheletro per l’arto superiore controllato sulla base del miosegnale del bicipite. «Abbiamo trovato il connubio vincente: riuscire a fare qualcosa per i disabili attraverso i progetti innovativi di questi giovani» afferma Enrico Piccinini, general manager di Sanofi Genzyme.

«L'università funziona, non c'è dubbio - ha detto Giuseppe Novelli, rettore dell'Università Tor Vergata e presidente del comitato di valutazione di MakeToCare - Sydney Brenner, premio Nobel per la medicina, molti anni fa ha detto: “Voglio finanziare la ricerca dei giovani perché sono ignoranti”. Cosa vuol dire? Che le cose più belle e le cose innovative le fanno coloro che non sono condizionati da ricerche pregresse. E questo è il messaggio più importante che oggi lanciamo». Per i vincitori, prima di volare negli Usa, arriva anche un attestato di merito in più: prima di salire su un volo diretto in California dovranno far tappa con i loro progetti alla Maker Faire, in programma dall'1 al 3 dicembre alla Fiera di Roma, insieme a tutti gli altri finalisti di MakeToCare 2017. E proprio dalla Maker Faire, dove avrà uno stand al padiglione D26 (pav. 6), Sanofi Genzyme lancerà in diretta diversi servizi, intervistando i protagonisti e dando spazio ai loro progetti. «Attendiamo 25mila studenti la mattina di venerdì - dice Massimiliano Colella, direttore generale di Innova Camera - Vorrei portare i vincitori della MakeToCare alla conferenza di apertura delle 11 della Maker Faire». Per questi giovani inventori è già iniziato il cammino verso il futuro. 
 
Giovedì 30 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 15:49

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