Maker Faire, presentata Personal bag: la borsa hitech che ti salva la vita

di Federica Macagnone
Una borsa salva-spazio, salva-tempo, ma soprattutto salva-vita. È l'idea innovativa presentata alla quinta edizione di Maker Faire Rome allo stand di Lazio Innova da Gabriella Desario, ideatrice di Personal bag, completamente made in Italy, fabbricata con materiali di pregio dalle sapienti mani degli artigiani italiani. Ma non si tratta soltanto di un oggetto per fashion addicted: perché, oltre a essere l'oggetto del desiderio più amato dalle donne, è una borsa in grado di salvarci la vita.
 

La personal bag, infatti, è dotata di un touch point che si può schiacciare se ci si sente minacciati o in pericolo: basta premerlo perché venga inviata una serie di sms ai numeri che abbiamo prima memorizzato. Il messaggio, che permetterà ai destinatari di geolocalizzarci, sarà chiaro: siamo in pericolo e abbiamo bisogno di aiuto. Ancora più innovativo è il manico che si stacca in caso di scippo: il malvivente porterà via con sé il contenuto della borsa, ma il manico rimarrà nelle nostre mani. Questo consentirà in primo luogo di non farci del male e poi avviserà i nostri contatti memorizzati che siamo in pericolo. Ma non solo. Perché personal bag permette anche di trovare gli oggetti all'interno senza doversi avventurare nella classica caccia al tesoro alla quale le donne sono abituate: la borsa è dotata di un’unità centrale Rfid che rileva dei Tag applicati agli oggetti. Attraverso il Blutooth questa comunica con il telefono cellulare: con un’app si verificano, tramite una checklist, gli oggetti presenti nella borsa e quelli mancanti, geolocalizzati e trovati rapidamente. Un gran risparmio di tempo. 

Ultimo, ma non di certo per ordine di importanza nell'universo femminile, è l'aspetto fashion e versatile: «Abbiamo pensato a dei pannelli intercambiabili che consentono di avere una borsa sempre di colore diverso - dice Gabriella Desario - Così si ha sempre un qualcosa di nuovo e adattabile a ogni situazione della giornata. Abbiamo unito il made in Italy alla tecnologia in un prodotto che, realizzato a mano da artigiani, può essere personalizzato».

E infine un piccolo sogno nel cassetto: «Vorrei promuovere l'Italia e il lavoro degli artigiani italiani - conclude Gabriella - Spero di mandare questo prodotto all'estero e di inserirlo in mercati dove il made in Italy viene molto considerato, come in Cina o negli Emirati Arabi. Soprattutto sogno che questi laboratori diventino delle scuole per insegnare lavori di cui l'Italia dovrebbe essere fiera». 
Domenica 3 Dicembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 16:59

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