SpaceX, riesce l'impresa di riutilizzare il primo stadio del Falcon 9, inizia nuova era dell'esplorazione spaziale

di Paolo Ricci Bitti
Elon Musk mette la freccia e sorpassa in quell'autostrada senza limiti di velocità e parecchio lunga che è lo spazio. Nella notte (italiana) di giovedì la sua SpaceX è riuscita a portare in orbita un satellite per telecomunicazioni (una bella bestia pesante 5,3 tonnellate) utilizzando per la seconda volta il primo stadio del Falcon 9, il razzo lanciatore a cui il creatore di PayPal e Tesla ha affidato la sua missione spaziale che ha come obbiettivo - va ricordato - la colonizzazione di Marte. Traguardo ancora non dietro l'angolo, ma intanto si può dire che, sì, compreremmo un razzo usato da uno come Musk. 

Non è ancora chiaro l'entità del risparmio di questa strategia rispetto ai razzi usa e getta impiegati finora da Gagarin in poi: le cifre, in un mercato in cui sono entrate potenze come India e Cina, sono coperte dal segreto anche se pare che ai clienti in coda con i loro costosissimi satelliti venga offerto per adesso uno sconto del 10%. Fosse vero non è mica granché, ma siamo solo all'inizio di avventure che passano fra colossali investimenti e fallimenti, come quelli che ha vissuto sulla propria pelle SpaceX tutte le volte che quel primo stadio del Falcon 9 non è riuscito a riatterrare intatto sulla piattaforma marina o su quella terrestre. 

Ma in molti ritengono che quella riutilizzo sia proprio la strada del futuro tanto che c'è chi ha scritto, magari un po' in anticipo, che la notte scorsa è iniziata una nuova fase dell'esplorazione spaziale. Intanto a guardare al successo di SpaceX ci sono non solo le agenzie nazionali e internazionali "classiche" (Nasa, Roscomos e Esa, per cominciare), ma anche i privati. A partire da Jeff Bezos, il fondatore di Amazon e secondo uomo più ricco del mondo, che ha ingaggiato con Musk un braccio di ferro stellare, nuova versione di quello fra Usa e Urss nei primi trent'anni dell'epopea spaziale. Gli arcimiliardari, poi, sono sempre molto competitivi in fatto di primati e, soprattutto, di rendimenti: investire nello spazio rende tanto, come dimostrano pure le mosse di Branson e Buffett: per ogni dollaro speso ne tornano da 3 a 8.

In realtà Bezos, con il suo razzo Blue Origin, era già riuscito a riutilizzare il primo stadio del razzo e, con un tweet, l'aveva fatto notare a Musk. Il quale aveva risposto, a ragione, che un conto è inviare razzi a quote suborbitali (fino a 100 chilometri di altezza) e un conto è spedirli davvero in orbita con tanto di satelliti da incollare sopra le nostre teste. E poi in ballo c'è, a parte la questione molto risonante ma ancora poco concreta del turismo spaziale, il tema dei collegamenti "umani" con la stazione spaziale internazionale i cui inquilini al momento possono viaggiare da e per la Terra solo con le datate, ma sempre affidabilissime, Soyuz. 

Sono 9 gli stadi già usati una volta e almeno 6 potrebbero essere presto riciclati da SpaceX dopo la complessa operazione di controllo e ripristino che di certo non costa poco. Però il fatto di disporre in tempi che saranno sempre più brevi di nuovi lanciatori rappresenta un asso in più per Musk che potrà attirare più clienti dei concorrenti: un processo che porterà a ulteriori riduzione delle spese. 


Il razzo a due stadi di SpaceX, che trasporta un satellite di comunicazioni in orbita per l'operatore satellitare con sede in Lussemburgo Ses, è decollato giovedì alle 18:27 (00:27 in Italia) dal Kennedy Space Center in Florida. Circa 10 minuti più tardi, il primo stadio (codice Co 10121) ha eseguito con successo un atterraggio sulla piattaforma Of Course I Still love Yoo, sull'Oceano Atlantico.

«Una giornata incredibile», ha dichiarato il Ceo di SpaceX Elon Musk durante la diretta web del lancio. «Il primo 'reflight' di un vettore orbitale ha concluso la sua missione alla perfezione, ha lasciato il secondo stadio, è tornato ed è atterrato sulla piattaforma, proprio nel bersaglio». Secondo Elon Musk, questo significa che un vettore orbitale, che è la parte più costosa del razzo, può volare e rivolare. Il primo stadio del razzo, il componente riutilizzato, aveva completato in precedenza, nell'aprile 2016, una missione di rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale per conto dell'agenzia spaziale statunitense Nasa. Anche il secondo stadio del Falcon 9 è riuscito nella sua missione di lancio del satellite Ses-10 su un'orbita di trasferimento geostazionaria. Una volta in posizione, il satellite fornirà servizi di telecomunicazioni in America Latina.


PUTIN APPLAUDE MUSK
Il primo lancio di un razzo vettore «riciclato» effettuato ieri dalla SpaceX del miliardario americano Elon Musk «è stato un importante risultato» e «gli specialisti dell'industria spaziale» russa «terranno in mente gli sviluppi delle tecnologie di questo tipo»: lo ha detto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov. «Questa - ha poi dichiarato Peskov - è una competizione piuttosto dura. Abbiamo ragione di credere che saremo in grado di prendervi parte con buoni risultati».


Il miliardario americano Elon Musk, fondatore e capo di Tesla e SpaceX, è stato invitato a partecipare al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo (SPIEF), 1-3 giugno. Lo ha detto a Interfax un rappresentante della fondazione Roscongress. «Saremo lieti di vedere Elon Musk a SPIEF, una piattaforma che riunisce tradizionalmente i leader degli affari e della politica mondiale», ha detto il direttore di Roscongress Alexander Stuglev
Venerd├Č 31 Marzo 2017 - Ultimo aggiornamento: 01-04-2017 19:36

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2 di 2 commenti presenti
2017-04-01 10:37:53
Dubito molto che oggi un vettore irentrante costi meno di uno usa e getta. Un volo dello Shuttle (che rientrava) costava molto di piu' di un volo Ariane5 (usa e getta) e aveva prestazioni inferiori. I motivi sono due: costruire un mezzo a vita lunga costa molto di piu' che costruire uno da usare una volta sola, e le spese di rirpistino dopo il volo sono si' inferiori, ma non poi cosi' tanto, alla costruzione ex novo. Sara' sicuramente questo il futuro, ma per il momento... mah.
2017-04-01 07:17:47
Dubito molto che oggi un vettore irentrante costi meno di uno usa e getta. Un volo dello Shuttle (che rientrava) costava molto di piu' di un volo Ariane5 (usa e getta) e aveva prestazioni inferiori. I motivi sono due: costruire un mezzo a vita lunga costa molto di piu' che costruire uno da usare una volta sola, e le spese di rirpistino dopo il volo sono si' inferiori, ma non poi cosi' tanto, alla costruzione ex novo. Sara' sicuramente questo il futuro, ma per il momento... mah.
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