Google, multa da 100 mila euro in Francia: «Violato il diritto all'oblio»

Parigi punisce Google. La Cnil, la commissione nazionale francese per l'Informatica e la Libertà, ha condannato "Big G" a pagare una multa di centomila euro per violazione delle disposizioni sul «diritto all'oblio», il diritto cioè di veder cancellati dai motori di ricerca i link a notizie su una persona ritenute «inadeguate o non più pertinenti». Da tempo il garante transalpino esige che i risultati delle ricerche eliminati dal web in virtù di questo nuovo diritto individuale lo siano al livello mondiale e non solo nelle versioni europee di Google. Il gruppo californiano è infatti accusato di applicare tali disposizioni solo per le ricerche effettuate dalle estensioni europee della sua piattaforma (come Google.it o Google.fr) ma non da Google.com.

«La soluzione che consiste nel far variare il rispetto dei diritti individuali in funzione dell'origine geografica di chi consulta il sito in questione non consente agli individui di godere del diritto» di essere pienamente rimossi dal web, deplora la Cnil nella decisione rivelata oggi da France Tv Info. A fine agosto il motore di ricerca più potente al mondo aveva richiesto all'authority di non ostinarsi a pretendere la cancellazione dei dati al livello globale. Il Cnil, però, non si è tirato indietro, anzi, ha presentato un'ingiunzione che ora ha portato a questa prima multa. Al centro della controversia, l'interpretazione della sentenza della corte di giustizia europea del maggio 2014 che riconosce il diritto di tutti gli internauti del Vecchio continente di poter rimuovere i propri dati dalla rete. Per l'autorità parigina questo diritto può essere rispettato solo se viene applicato nel mondo intero.

A Mountain View c'è invece chi ritiene sufficiente renderlo effettivo solo nei confini Ue. A Parigi Google rischiava una multa di 150.000 euro, se la cava con centomila, comunque bruscolini rispetto ai 20 milioni di euro (o 4% del fatturato) previsti nel progetto di legge francese sulla 'Repubblica digitalè e nel futuro regolamento Ue in discussione a Strasburgo. Spetta ora al colosso Usa decidere se mettersi in conformità con i rilievi parigini o ricorrere al Consiglio di Stato. A quasi due anni dalla sentenza della Corte di Giustizia Ue che garantisce il diritto all'oblio Big G ha rimosso oltre 440mila link. Da parte degli europei sono arrivate 348mila richieste - 26mila da italiani - inerenti a 1,2 milioni di link. L'Italia è il quinto Paese Ue per numero di solleciti: 26.186, che coinvolgono 85mila link, mentre 21mila sono i link cancellati finora. I francesi hanno inviato 73mila richieste, i tedeschi 60mila, gli inglesi 43mila e gli spagnoli 33mila.

«Abbiamo lavorato a lungo per implementare quanto previsto dalla sentenza sul diritto all'oblio in modo attento e completo in Europa e continueremo a farlo. Tuttavia, per una questione di principio, siamo in disaccordo con l'idea che il CNIL abbia l'autorità di controllare i contenuti a cui possono accedere le persone al di fuori della Francia, e appelleremo questa decisione», ha commentato un portavoce di Google.



 
Giovedì 24 Marzo 2016 - Ultimo aggiornamento: 26-03-2016 09:51

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1 di 1 commenti presenti
2016-03-25 10:42:05
Ma il "DIRITTO" all'oblio è di origine divina oppure è il frutto di un nuovo buonismo politically correct che serve solo ai vips e ai maramaldi (dico maramaldi per evitare la censura buonista)? Secondo me è una forzatura e non dovrebbe esistere.
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