Apple iPhone X e 8 Plus, la nostra prova dei nuovi smartphone

di Andrea Andrei
Di cose da dire sul regalo più desiderato di questo Natale 2017 ce ne sono tante, a cominciare dal prezzo, tanto alto quanto discusso. Ma la prima cosa che viene in mente è una: l'iPhone X è bello. Senza nulla togliere al gusto personale, che per definizione è relativo. Ma il nuovo smartphone di Apple, da un punto di vista estetico, non ha praticamente rivali nel suo genere, eccezion fatta forse per il Samsung Galaxy Note 8. Solo che il cellulare prodotto dall'azienda di Cupertino per celebrare il decimo anniversario dell'iPhone riesce a coniugare le forme con le dimensioni e la maneggevolezza meglio dei competitor. Il display Super Retina da 5,8 pollici è più ampio di quello dell'iPhone 8 Plus (che è da 5,5), ma il dispositivo sta comodamente nel palmo della mano. Niente “effetto mattonella” quindi, aspetto che svantaggia le generazioni precedenti, compreso appunto la comunque nuovissima versione extralarge dell'8.

L'ESTETICA
A rendere elegante l'iPhone X, oltre alla cornice in metallo lucido che ricorda tanto quello del primo melafonino della storia, è senz'altro il vetro: quello del display come quello della parte posteriore. So già cosa state pensando: “Così adesso può rompersi da tutt'e due le parti”. Obiezione accolta, nonostante l'azienda sostenga che il materiale in questione sia molto resistente. La scelta di utilizzare il vetro per la maschera posteriore (disponibile in due colori, bianco e nero) non è però solo estetica: la ragione è che iPhone X supporta la ricarica wireless, tramite una base che Apple vende nei suoi store ma che non produce direttamente. È la stessa ragione per cui anche iPhone 8, che nella scocca è identico al predecessore 7, è rivestito di vetro invece che di metallo. Una scelta che, soprattutto nel caso dell'8 Plus, lo rende più rifinito ma ne aumenta di parecchio il peso. Ciò detto, la ricarica wireless rappresenta senza dubbio una gran comodità: basta posizionare la base sul comodino (o dove si preferisce) e appoggiarci sopra lo smartphone, anche distrattamente, per farlo ricaricare. Oddio, non troppo distrattamente magari, perché se il cellulare viene posizionato troppo decentrato rispetto alla base, si rischia che la batteria non si ricarichi affatto. Il vantaggio rispetto al caricatore con il cavo è evidente, anche se questo sistema non garantisce una ricarica rapida: per quella ci vuole, oltre al cavo, un alimentatore più potente, come quello in dotazione con gli iPad o i tablet.

La prima differenza notevole fra 8 Plus e X (per carità chiamatelo “ten” o al massimo “dieci” ma non “X”, se non volete che il dipendente dell'Apple Store che vi sta servendo scoppi in lacrime) è proprio nel fatto che a causa del suo aspetto il primo sembra un device datato. Dimensioni esagerate, la mascherina frontale che sa tanto di dejà vu e, soprattutto, quell'orpello retro che è il tasto Home. Snobismi hi-tech a parte, è chiaro che la bellezza del display di iPhone X è nel suo essere “borderless”, fatta eccezione per la parte superiore che contiene altoparlante e sistema per il riconoscimento facciale (altra innovazione che fa la differenza con le generazioni precedenti di smartphone). Molti hanno criticato le due piccole “corna” che il display forma in alto, ma qui è davvero solo questione di gusti.
 
 

FACE ID
Ma veniamo finalmente al tanto discusso “FaceId”. Funziona molto semplicemente: basta “registrare” il proprio volto una sola volta, proprio come si faceva con il lettore per le impronte digitali. Da quel momento in poi, per sbloccare il telefono, basterà metterlo davanti al viso. Si tratta di un'innovazione che cambia profondamente l'esperienza d'uso del cellulare: si può dire infatti che praticamente non esista più una procedura di sblocco, visto che il sistema di riconoscimento è talmente rapido che quasi ci si dimentica che esista. E la cosa bella è che si può utilizzare anche per tutte quelle applicazioni che prima usufruivano del TouchId, da Amazon ad Apple Pay, passando per le app delle banche. Ma cerchiamo di fugare i dubbi che possono venire in mente. Nella serie: 1) funziona davvero?; 2) funziona anche se ci si mette gli occhiali o ci si fa crescere/ci si taglia la barba?; 3) che succede se qualcuno ti sfila il telefono dalla tasca mentre dormi sul treno e te lo piazza davanti al volto?

Dunque: 1) utilizzandolo quotidianamente e praticamente in ogni situazione, possiamo dire che funziona 9 volte su 10, quindi sì: funziona. Alcune volte addirittura in maniera sorprendente: usciti dalla doccia, in accappatoio, con tanto di cappuccio in testa e avvolti dal fumo o nel buio assoluto (sfrutta gli infrarossi). Il problema si pone soltanto quando si è stesi a letto (no, non c'entra niente la faccia sfigurata dal sonno), ma nel resto delle situazioni, FaceId risponde benissimo, anche meglio del sistema di riconoscimento delle impronte digitali. 2) Quando ci si mette gli occhiali o ci si taglia la barba, entra in funzione l'intelligenza artificiale di iPhone X: FaceId infatti impara a riconoscere l'utente. La prima volta che indosserete gli occhiali davanti allo smartphone, probabilmente il telefono non si sbloccherà: questo è perché il dispositivo deve imparare a riconoscervi. Riprovateci un paio di volte, e vedrete che funzionerà, e da allora in poi si sbloccherà al primo tentativo. 3) La risposta è no, perché FaceId non funziona a meno che l'utente non orienti lo sguardo sullo schermo.

Ma perché attivare il FaceId? Apple fa sapere che “la probabilità che una persona a caso possa guardare iPhone X e sbloccarlo usando FaceId è approssimativamente 1 su un milione (rispetto a 1 su 50 mila per il Touch ID). Per ulteriore protezione, FaceId permette solo cinque tentativi senza successo prima di richiedere un codice per ottenere l’accesso al telefono. La probabilità di una 'falsa corrispondenza' è diversa per i gemelli e per fratelli che si assomigliano così come per bambini al di sotto dei 13 anni, perché le loro caratteristiche facciali potrebbero non essere completamente sviluppate. Se questo aspetto preoccupa, consigliamo di usare un codice per l’autenticazione”.

Secondo il Washington Post c'è però un potenziale allarme privacy sul sistema, visto che a quanto scrive il quotidiano Usa, le misure di sicurezza garantite dalla compagnia di Cupertino rischiano di non essere sufficienti per gli sviluppatori di applicazioni terze, i quali potrebbero usare e conservare sui propri server le informazioni del volto degli utenti raccolte con l'iPhone X per scopi non sempre noti. Apple ha spiegato che gli sviluppatori non hanno accesso alla mappa completa del volto fatta dal sistema FaceId: questi dati «non lasciano mai il dispositivo», «né vengono inviati ad Apple o a terze parti». Gli sviluppatori hanno però accesso ad alcuni dati della fotocamera TrueDepth e, secondo gli esperti interpellati dal Washington Post, le scansioni potrebbero rivelare una mole di informazioni come età, sesso, razza ed emozioni degli utenti.
 
 

ADDIO TASTO HOME
L'altra vera novità di iPhone X è la scomparsa definitiva del tasto Home. Anche qui le conseguenze non sono solo estetiche: cambia infatti il modo di interagire con il telefono, le cosiddette “gestures”. Per tornare alla schermata principale bisogna scorrere il pollice dal basso verso l'alto, mentre per vedere la lista e chiudere le applicazioni in uso, bisogna fare lo stesso gesto senza staccare il polpastrello dallo schermo. Sembra un cambiamento scomodo, in realtà ci si abitua rapidamente. Insomma, del vecchio tasto non sentirete la mancanza. Ma se proprio non potete farne a meno, potete sempre orientarvi su iPhone 8, meglio se sulla versione Plus: internamente, è praticamente uguale all'iPhone X. Ha lo stesso processore, il potente A11 Bionic, che oltre ad assicurare velocità e fluidità, supporta anche applicazioni in realtà aumentata (che inseriscono cioè elementi virtuali nel contesto reale attraverso la fotocamera). Quest'ultime sono per ora più che altro delle app dimostrative, tramite cui si possono costruire robot micidiali e farli combattere sulla scrivania dell'ufficio oppure provare come sta il nuovo divano Ikea nel soggiorno.

FOTOCAMERA
La fotocamera, da 12 megapixel, è uguale sia nell'8 Plus che nell'X, solo che in quest'ultimo è disposta in verticale (per fare spazio al sistema FaceId, posizionato dall'altro lato al centro). La novità è nelle funzioni di iOS 11, che migliorano la modalità Ritratto (quella che rende sfocato lo sfondo nelle foto dei volti in primo piano) con nuovi effetti di luce, e nel fatto che adesso la stessa modalità è disponibile anche per la fotocamera frontale.

Ma il vero problema degli ultimi giorni per Apple lo abbiamo appena citato. È proprio iOS 11, ultima versione del software di Cupertino. L'aggiornamento da iOS 10 ha fatto guadagnare anni di purgatorio a buona parte dei possessori di smartphone con la Mela, specialmente dal 7 in giù. Molti utenti hanno lamentato tempi di durata della batteria drasticamente ridotti, applicazioni che si bloccano in continuazione, sistema operativo rallentato. Problemi che ogni tanto si verificano anche nei nuovi dispositivi, anche se in quantità decisamente minore.

COMPRARLO O NO?
Riassumendo tutto ciò, resta una sola, cruciale domanda: vale la pena spendere 1189 euro per iPhone X (la versione da 64 gigabyte, perché quella da 256 costa 1359 euro)? O magari “risparmiare” con iPhone 8 Plus e spendere 949 euro (per la versione da 64 Gb e 1119 euro per quella da 256 Gb)? Bisogna considerare innanzitutto che non è più possibile considerare lo smartphone solo un cellulare: è uno strumento con cui facciamo praticamente tutto, ed è l'accessorio più importante che portiamo con noi, anche più del portafoglio. Ciò detto, ad oggi iPhone X rappresenta probabilmente il miglior smartphone in circolazione, un oggetto il cui alto valore è evidente. D'altra parte, 1189 euro restano in assoluto comunque tanti, soprattutto se si considera che nel giro di un anno arriverà una nuova generazione di smartphone, che se non renderà obsoleta la generazione precedente, la condanna comunque a un'obsolescenza rapida e inesorabile. Il punto è che Apple è un mondo a parte rispetto a tutto il resto: ha un suo ecosistema che non è paragonabile ad Android proprio perché chiuso ed esclusivo, e garantisce un'esperienza d'uso differente. Resta solo da capire quanto sia importante questa esperienza.

andrea.andrei@ilmessaggero.it
Twitter: @andreaandrei_
Luned├Č 4 Dicembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 06-12-2017 15:43

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