ROMA - Quattro indizi fanno più di una prova.Quindi si può tranquillamente affermare che questa Lazio non va. La preparazione pesante, le novità tattiche e gli schemi dettati da Petkovic sono alibi che non reggono più. La squadra è molto indietro a quella che tutti si aspettavano di vedere, dopo oltre un mese di lavoro, e non c’è un reparto che funzioni come dovrebbe. Mai successo che, in quattro amichevoli estive con avversari di pari categoria, una formazione non realizzasse neppure una rete. Dopo l’ennesimo flop l’allenatore ha lanciato l’allarme e messo sotto accusa i calciatori, minacciando di prendere provvedimenti drastici.
Però il primo a doversi porre degli interrogativi, su quello che non gira, è proprio Vladimir Petkovic. Il tecnico aveva garantito pressing alto, aggressività, calcio propositivo e offensivo, ma tutti devono ancora verificare la nuova identità di squadra e la nuova filosofia tattica e di gioco. Intanto, il tempo passa e gli impegni ufficiali si avvicinano. E’ vero che dal mercato è arrivato poco però, anche con questo organico comunque valido, la Lazio ha il dovere di non rimediare una figuraccia dopo l’altra. E il suo condottiero dovrebbe, finalmente, proporre qualcosa di interessante in fase offensiva dove la situazione è diventata insostenibile.
Ci sono un paio di situazioni tattiche che vanno assolutamente cambiate, per restituire rapidità alla manovra e incisività all’attacco. Il 4-2-3-1 si è dimostrato un modulo inadeguato alle caratteristiche dei calciatori di maggior spessore qualitativo, quindi bisognerà modificarlo. La coppia Cana-Ledesma garantisce protezione alla difesa, ma rallenta la partenza delle azioni e basta andare a pressare l’argentino, costringendo all’impostazione l’albanese, che tutto si complica ancora di più. Sono due mediani che raramente superano la metà campo, costringendo gli altri centrocampisti ad abbassarsi troppo a prendere palla e lasciando isolato Klose. Lulic, ancora lontano da una condizione accettabile, si trova meglio con il centrocampo a 4. Bisogna impiegare Hernanes nel ruolo che predilige, alle spalle delle punte, per sfruttarne al massimo le risorse tecniche. Trovare un modulo che veda in campo anche Mauri e affiancare a Klose un compagno di reparto per consentire al tedesco di muoversi come gli piace, senza lasciare sguarnita l’area avversaria.
La sensazione è che la squadra non riesca ad assimilare, fino in fondo, le direttive dell’allenatore. Contro il Getafe si sono visti pochi movimenti di squadra e troppe azioni isolate. E c’è anche la sensazione che il gruppo non si ritrovi con questo modulo. Petkovic ha inseguito a lungo Yilmaz che, qualora fosse arrivato, avrebbe giocato al fianco di Klose. Quindi voleva schierare una Lazio a 2 punte: perché, una volta sfumata l’operazione per il turco, ha cambiato completamente idea? E perché ha lanciato quelle pesanti accuse ai suoi, dopo la pesante sconfitta contro il Getafe? Cosa succederà adesso? Ci sono domande che attendono risposte e, soprattutto, ci sono tanti problemi da risolvere. Ancora troppi.
Ad alcune domande, in tema di mercato, dovrà comunque fornire delle risposte concrete anche la società. Il presidente Lotito aveva promesso l’acquisto di 4 campioni, per potenziare una rosa già valida, invece è arrivato solo Ederson a parametro zero. E, fatto incredibile, ha mancato tutti gli obiettivi a lungo inseguiti: Yilmaz, Breno, Balzaretti, Granqvist. Un fallimento dopo l’altro: quando metterà a segno la prima operazione?