TORINO - La Juventus attacca: «E' un sistema dittatoriale». La Figc risponde: «Parole inaccettabili». E medita di deferire Andrea Agnelli. Insomma, amici mai. E' guerra totale. Di nervi.Di comunicati e di dichiarazioni al veleno. Il banco è saltato. E ieri sono volati gli stracci quando Conte ha deciso di non patteggiare, andando a giudizio, e il procuratore federale ha chiesto 15 mesi di squalifica.
La settimana prossima, quando la Juventus sarà a Pechino a giocarsi la Supercoppa italiana contro il Napoli, arriverà la sentenza. In corso Galileo Ferraris non hanno dubbi: avanti con Conte, che potrebbe dimettersi se la condanna sarà superiore all'anno. Per la Juventus allenerà anche se non andrà in panchina, dove a Massimo Carrera potrebbe essere affiancato il tecnico della Primavera, Marco Baroni. Per ora non sono contemplati piani B. Solo voci. Come quella di Prandelli, smentita con forza dalla Juventus. Insomma sarà guerra totale. E se necessario non è escluso un altro ricorso alla giustizia ordinaria come nel caso del maxi risarcimento da 443 milioni richiesto alla Figc nell'ambito di Calciopoli.
Andrea Agnelli è un fiume in piena. La sua dichiarazione affidata al sito ufficiale è un attacco frontale. Durissimo. «Constato che la Figc e la sua giustizia sportiva continuano a operare fuori da ogni logica di diritto e di correttezza sostanziale - si leggeva ieri nella nota - Per molto tempo e con grande senso di responsabilità abbiamo mantenuto un atteggiamento sereno e coerente rispetto alle istituzioni e ad atteggiamenti che, fin da subito, suggerivano che fosse in atto un nuovo attacco».
Poi l'affondo. «Le risultanze dei vari deferimenti dimostrano enormi contraddizioni e volgono alla tutela esclusivamente di chi gli illeciti li ha commessi - era scritto - Questo è paradossale e non può essere accettato. La decisione della Commissione Disciplinare, che ha opposto un non motivato rifiuto al patteggiamento già ponderato e sottoscritto dal Procuratore Federale, è la testimonianza della totale inadeguatezza del sistema giuridico sportivo e della Figc». E i veleni. «Rilevo nuovamente l'incapacità di interpretare le moderne esigenze del professionismo di alto livello. Anche avendo scelto, contro ogni istinto di giustizia e con una logica di puro compromesso, la strada del patteggiamento per poter limitare i danni di una giustizia sportiva vetusta e contraddittoria, ci si scontra con un sistema dittatoriale che priva le società e i suoi tesserati di qualsivoglia diritto alla difesa e all'onorabilità».
La Juventus non abbandonerà nessuno. Anche Stellini che ha patteggiato, rimarrà al suo posto: «La rispettabilità dei singoli è messa a repentaglio ed è quindi a loro che spetta la parola finale sulle decisioni da assumere, con la consapevolezza che la Juventus li sosterrà in tutti i gradi di giudizio». Infine un accenno al campo. «Sarà una stagione complessa ed impegnativa, ma la concentrazione sulle prestazioni in campo della squadra da parte di tutto il nostro ambiente rimane alta con l'obiettivo di confermarci vincenti a maggio 2013». Anche senza Conte in panchina. Nel tardo pomeriggio è arrivata la risposta di Abete: «La Figc e i suoi organi operano con correttezza nel pieno rispetto delle norme statutarie che garantiscono l'indipendenza e l'autonomia della giustizia sportiva: le valutazioni di Andrea Agnelli non sono accettabili e vanno al di là di un legittimo esercizio del diritto di critica e contrastano con le dichiarazioni rilasciate lo scorso 26 luglio». La guerra è appena iniziata.