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Milano: «Su caso Siena avevamo obbligo denuncia». Bufera dopo le intercettazioni

L'esposto dell'Olimpia contro irregolarità e favoritismi risalenti alla stagione 2007/2008

«La nostra società ha ricevuto una serie di documentazioni anonime che parlavano di presunte irregolarità e di conseguenza aveva il dovere, pena la violazione per omessa denuncia, di inoltrare questo materiale alle autorità competenti». Questo è quanto affermato da Claudio Limardi, responsabile dei rapporti coi media dell'EA7 Milano, alla luce della pubblicazione delle intercettazioni tra alcuni ex-arbitri di Serie A e Fernando Minucci, presidente della Montepaschi Siena. Le irregolarità riguarderebbero diverse partite del campionato 2007-2008, che sarebbero state indirizzate in modo da favorire la Mens Sana. «Il procuratore federale ha imposto il vincolo di non rilasciare dichiarazioni su questa vicenae - prosegue Limardi - ma dopo aver ricevuto il presidente Livio Proli, alla fine delle Olimpiadi sentirà anche Sergio Scariolo (allenatore dell' Olimpia ora impegnato a Londra in veste di ct della nazionale spagnola, ndr)».

La Fip ha reso noto di aver ricevuto l'esposto da parte della Olimpia Milano e che la Procura federale analizzerà la documentazione nei prossimi giorni. La stessa federazione si è costituita parte civile - chiedendo un milione di euro per «grave danno d'immagine al movimento cestistico» - nel processo in corso a Reggio Calabria nei confronti dell'ex presidente del Comitato Italiano Arbitri (Cia), Giovanni Garibotti, e di altri due ex dirigenti degli arbitri di basket, accusati di aver creato un sistema di valutazione che falsava le carriere. Nel dibattimento in corso nel tribunale calabrese sono emersi verbali di intercettazioni che coinvolgerebbero Siena.

Sulla vicenda il presidente della Montepaschi Basket Ferdinando Minucci preferisce non rilasciare dichiarazioni, affidandosi al comunicato diramato dalla società sette volte campione d'Italia, nel quale vengono smentite tutte le accuse di favoritismi. «Constatiamo di essere di fronte a frasi estrapolate da intercettazioni ritenute irrilevanti da due magistrati della procura federale e della procura penale - si legge nella nota diffusa dalla società -. La Mens Sana Basket nega fermamente ogni illazione relativa a presunte facilitazioni di ogni genere che mai ha concesso a nessun tesserato». Riferendosi alla pubblicazione della telefonata di Minucci all'allora presidente del Comitato italiano arbitri Garibotti al termine di una delle gare della serie di finale scudetto del campionato 2008, giocata e vinta per 4-1 contro la Virtus Roma, la società nella nota afferma: «Quelle frasi sono solo una parte di una conversazione avvenuta dopo che il massimo dirigente dell'altra società si era introdotto al termine di gara2 negli spogliatoi degli arbitri». La linea difensiva della società è chiara: le intercettazioni pubblicate si riferiscono a materiale già giudicato irrilevante a suo tempo e estrapolato dal contesto.
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Martedì 31 Luglio 2012 - 20:16    Ultimo aggiornamento: 20:17
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