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Roma, già iniziata la cura Zeman
Ai giallorossi proibiti pasta e caffè

A Trigoria il gruppo di 28 giocatori, oggi arriva anche Marquinho. Via alla preparazione, squadra sotto torchio

ROMA - «Senza impegno e sacrificio non si vince. Andiamo a lavorare, voglio vedere come state». Zdenek Zeman, 65 anni, passeggia in campo, i giocatori sudano sotto i suoi occhi. Ginnastica e corsa.Riparte da dove aveva lasciato. È a Trigoria per la seconda volta nella sua carriera, tredici anni dopo l’addio che, inizialmente, nemmeno gli fu comunicato. La Roma è di nuovo sua. Se la riprende grazie a quel gioco che continua a essere la calamita per i tifosi di qualsiasi squadra.

Ancora di più per il popolo giallorosso che da due stagioni ormai non si diverte come vorrebbe. «Dobbiamo regalare emozioni alla gente che ama questa maglia: tocca a noi. Se lavoriamo bene, arriveranno anche i risultati» dice al gruppo, nella sala delle riunioni.

Il boemo si guarda attorno e riconosce solo Baldini e Totti. C’erano entrambi quando fu costretto ad andarsene. Il primo ora è il direttore generale, l’altro è sempre il capitano. «Il migliore calciatore che ho avuto» frase che da sempre ripete il tecnico di Praga. Francesco si presenta in forma e tra i primi. «Vai, Checco».

L’allenatore lo segue con affetto durante gli scatti. Dopo i test medici e fisici del mattino, due ore e mezzo di lavoro atletico al pomeriggio. Si fatica e tanto. Dal primo giorno e sarà sempre così. I giocatori sono già a dieta, consegnata allo staff medico qualche settimana fa: via il caffè per dieci giorni, ridotti i carboidrati, meno proteine, più verdure. Al fianco di Zeman, i collaboratori Modica, Cangelosi e Ferola. I calciatori cominciano con i salti: da fermo, triplo e quintuplo. Più le distanze brevi: 30 e 80 metri.

Più di cento persone arrivano a Trigoria sfidando il caldo. L’entusiasmo c’è perché la gente rivede Zeman più giallorosso che mai. Con la sua sigaretta in bocca nelle pause, con il suo andamento lento sul terreno di gioco che è l’opposto della velocità che chiede agli interpreti del suo calcio, rimasto lo stesso del biennio ’97-’98/’98-’99, se non addirittura migliorato per equilibrio tattico e continuità di risultati, almeno guardando il percorso fatto nell’ultimo campionato di B, vinto con il Pescara. Con il boemo, oltre a Totti, si allenano già ventisette giocatori.

Oggi diventeranno ventotto, con l’arrivo di Marquinho appena acquistato, esercitando l’opzione per il riscatto, dal Fluminense. Mancano i nazionali Stekelenburg, De Rossi e Borini, ma i tre assenti sono tra i pochi sicuri di far parte dell’organico della prossima stagione. Perché tra i ventotto figurano pedine che difficilmente resteranno sulla scacchiera giallorossa: a cominciare da Pizarro e Borriello, quest’ultimo la spina più dolorosa per Sabatini che deve asciugare numericamente la rosa, e contando anche qualche giovane che finirà con la Primavera di De Rossi senior. La sorpresa è la presenza di Okaka che doveva restare a Parma e chissà se rimarrà qui.

Heinze sta trattando con il Bologna (oggi l’incontro), Josè Angel ha qualche richiesta dalla Spagna, Greco dovrebbe finire al Chievo ma anche il Genoa lo vorrebbe. Di ragazzi ce ne sono tanti che possono piacere a Zeman: Verre, Florenzi, il titolare dell’Under 21 rientrato da Crotone, Tallo e Lopez.

«E’ tutto bello, ma ora i top players» l’urlo, in mezzo a una trentina di tifosi, è di una ragazza a Baldini e Sabatini che camminano all’interno del centro sportivo Fulvio Bernardini. Perché l’unico rinforzo è Dodò, il terzino mancino brasiliano che non gioca da metà novembre per un infortunio serio al ginocchio (ieri annunciato l’acquisto sul sito internet della società: contratto quinquiennale), gli altri sono invece in lista d’attesa: l’americano Bradley e il greco Tachtsidis, centrocampisti con caratteristiche diverse, soprattutto il difensore centrale brasiliano Castan che sarà a Roma l’11 luglio, al massimo il 12.

Sabatini oggi incontrerà i media e vorrebbe ufficializzare Bradley e Tachtsidis per farli partire per il ritiro di Riscone. Al Chievo, per l’americano, 3 milioni e la metà di Stoian. Che anche per questo motivo non è stato chiamato a Trigoria per unirsi ai compagni. Stesso discorso per altri giovani che potrebbero partire nelle prossime ore: Crescenzi, Viviani che può andare allo Spezia e ancora non va perché può entrare nella trattativa per Destro, Nego, Malomo, Frascatore e Piscitella. Antei, invece, è ancora infortunato. Brighi e Julio Sergio, in permesso (è in Brasile a curarsi, anche se presto sarà nella capitale), sono in attesa di conoscere la nuova sistemazione. Greco può andare al Genoa. Nuovi contatti, intanto, per il difensore azzurro Ogbonna.
La sorpresa del giorno è un altro giovane, il lituano Tomas Svedkauskas, classe ’94, portiere. E’ stato eletto il miglior numero uno dell’ultimo torneo di Viareggio.

Titolare della sua Nazionale di categoria (Under 18), Sabatini è stato svelto a strapparlo al club viola. Sarà poi aggregato alla Primavera insieme con il coetaneo Jonathas Lucca, centrocampista brasiliano. La lista del ritiro è pronta. Qualche nuovo acquisto, pure. C’è solo da aspettare poche ore. Pochi giorni, invece, per vedere Castan.

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Mercoledì 04 Luglio 2012 - 10:01    Ultimo aggiornamento: Giovedì Gennaio -
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