ROMA - «La cosa più intrigante? E’ il divertimento di trasformare i tuoi stilemi in qualcosa di completamente diverso e nuovo.Una bella sfida», dice Franco Battiato, il musicista italiano che più di tutti ha saputo muoversi contemporaneamente su diversi campi con composizioni che è impossibile catalogare in un preciso settore ma alle quali il pubblico, sia quello giovane che quello più maturo, reagisce sempre con entusiasmo, da opere come Gilgamesh alla Messa Arcaica per soli, coro e orchestra, dai concerti alla sperimentazione più azzardata, fino alla colonna sonora che scrisse anni fa per il padiglione dell’Italia all’Esposizione Universale di Aichi, Giappone.
«La canzone rimane una delle poche vie possibili per esprimersi universalmente», spiega Franco, e il suo partner, il filosofo Manlio Sgalambro, aggiunge che «constatando il fallimento della musica contemporanea come veicolo di trasmissione culturale di massa, la canzone rimane una delle poche vie di comunicazione».
E stasera Battiato offre al Centrale Live (Foro Italico, via dei Gladiatori, info: centralelive.it) un concerto imperdibile, affiancato dalla sua band (Carlo Guaitoli al piano, Angelo Privitera alle tastiere e programmazione, Davide Ferrario alle chitarre, Lorenzo Poli al basso e Giordano Colombo alla batteria) e dalla Filarmonica Toscanini diretta da Guaitoli e arrivata al suo decimo anniversario: come dire un modo completamente diverso per riscoprire tante sue canzoni in un versione inedita e nuova.
Il suo Short Summer Tour interrompe il lavoro che Battiato sta facendo in questi giorni per mettere a punto e completare il suo nuovo album Apriti Sesamo, che uscirà a ottobre. «Abbiamo ancora un’idea sbagliata della musica, che non può essere legata all’età. Se i musicisti hanno energia e voglia di esporsi è giusto che lo facciano, perché con l’età chi può migliora. Qualcuno magari può diventare patetico, ma questo è un rischio che corriamo tutti», dice Franco, che a marzo ha compiuto 67 anni.
E sull’album in arrivo non si allarga più di tanto. «Apriti Sesamo è soltanto una canzone di un disco che viaggia su uno stardard elevato. Sono un musicista tradizionale, punto sempre sul rapporto melodia-armonia e meno sugli effetti. L’ispirazione è un sublime mistero, arriva quando non te l’aspetti, e questo album è nato sotto una buona stella, anche se è difficile prevedere i brani che resisteranno all’usura del tempo. Anni fa il mio L’animale era passato inosservato, ma dopo parecchi anni attraverso il passaparola è diventato un successo...».
Stasera vi aspetta un bel viaggio nella vasta produzione di Battiato, da Up Patriots To Arms (brano dell’album Patriots del 1980) a Centro di gravità permamente, da Povera Patria a La cura, da Bandiera Bianca a Cuccurucucù, da Voglio vederti danzare a Era d’estate di Sergio Endrigo, da I treni di Tozeur a E ti vengo a cercare, Io chi sono, Shock in my town e così via. E vi divertirete: come Franco ripete da anni, «la regola numero uno della musica è quella delle band latinoamericane: se si diverte chi sta sul palco si diverte anche il pubblico, e il divertimento rimbalza fra palco e platea, si amplifica, lievita, esplode». Buona serata.