Dalle Cattedrali Sotterranee delle Langhe le bollicine halal: lo spumante alcool-free

di Alessandra Iannello
In un mondo sempre più globalizzato gli usi a tavola sono uno dei pochi baluardi rimasti a difesa della diversità. Così è sempre più difficile, in una società multietnica, organizzare un pranzo senza urtare gli usi dei diversi commensali. Per accontentare i più a volte si rischia di fare degli scivoloni di stile. Un esempio è la gestione delle bevande.
 
 

L’assenza di alcool è uno dei capisaldi della religione musulmana che vieta ai suoi seguaci perfino di maneggiare vini, spumanti, spirits finanche l’aceto. Per accontentare i buongustai che per motivi religiosi o di gusto non bevono alcool le cantine Bosca hanno creato le “bollicine halal”. Si tratta della versione alcool-free degli spumanti della linea Toselli. «Noi – spiega Polina Bosca, che insieme ai fratelli Pia e Gigi guida l’azienda – siamo la sesta generazione Bosca. La cantina fu fondata nel 1831 e da subito si contraddistinse per la sua voglia di andare oltre. Già nel 1900 avevamo una filiale a New York e una a Buenos Aires. Oggi “andare oltre” ha assunto per noi un altro significato. Ovvero portare i nostri prodotti dove mai nessuno è riuscito ad andare. In questo periodo storico non esistono più limiti geografici mentre permangono quelli culturali che noi abbiamo valicato con le nostre “bollicine halal”. Per realizzarle usiamo il mosto d’uva non fermentato e per creare l’effetto sparkling addizioniamo anidride carbonica. Il nostro Toselli halal è stato ben accettato dalla comunità musulmana ed è stato adottato da Etihad come welcome drink sulla tratta Malpensa – Abu Dhabi».

Sempre in tema religioso dalle cantine Bosca esce anche un vino certificato kosher. Il rabbino segue l’intera filiera produttiva dallo scarico delle uve fino all’imbottigliamento. Ogni bottiglia viene chiusa col sigillo del religioso e completata con etichetta in ebraico. Il vino kosher fa parte della famiglia degli Sparkletini una serie di vini amalgamati con cereali dalla gradazione alcolica molto bassa (non superano\ il 5%) aromatizzati al lampone, alla fragola, alle bacche açaí, alla pesca e, nella versione kosher, al melograno e ai fiori di sambuco. Per la famiglia Bosca vale proprio il concetto “andare lontano con le radici ben piantate nella tradizione”. Infatti la sede aziendale è nel centro storico di Canelli (in provincia di Asti) e le cantine sono ubicate all’interno del sistema delle Cattedrali Sotterranee nel cuore della regione Langhe-Roero riconosciute dall’Unesco come patrimonio mondiale dell’umanità. «Da qui partì il mio avo – continua Polina – per conquistare il mondo. Oggi siamo presenti in 40 Paesi in tutto il mondo e, oltre allo stabilimento di Costigliole d’Asti, produciamo anche in a Kaunas in Lituania per il mercato dell’ex blocco sovietico e per la Russia dove abbiamo anche un altro sito a Kaliningrad». Fra i Paesi importanti per Bosca c’è l’India. Qui, quasi 50 anni orsono Luigi Bosca venne chiamato dal governo per risolvere un problema di surplus di uva. Luigi fondò un’azienda a Baramati dove nacque il primo vino indiano della storia.
Per i puristi della tradizione c’è la Riserva del Nonno, affinato nelle Cattedrali Sotterranee e la cui rifermentazione in bottiglia inizia solo la primavera successiva alla vendemmia. Dopo un minimo di 30 mesi di affinamento in bottiglia nelle tradizionali cappe; si impiegano altri 60 giorni per il remuage a mano, sulle pupitres, seguito da un dégorgement à la glace con aggiunta di liqueur d’expédition. Le bottiglie della Riserva si caratterizzano per la presenza della tacca bianca sul fondo della bottiglia che fa da riferimento durante la fase di remuage.
Martedì 25 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 26-07-2017 08:27

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