Piero Angela ricorda l'amico: «A Quark era "buono alla prima"»

Piero Angela risponde al telefono da casa con la voce affaticata dall'influenza. Ma il padre del giornalismo scientifico italiano, 88 anni, non vuole rinunciare a ricordare il suo amico Danilo Mainardi, lo scienziato che lui lanciò come star della divulgazione a Quark e SuperQuark, alla metà degli anni Novanta.

«Abbiamo lavorato insieme più di vent'anni - racconta all' Ansa Angela -. Danilo Mainardi era una persona straordinaria, uno scienziato apprezzato in tutto il mondo, uno dei primi a occuparsi di etologia. Ha aiutato tanti giovani a seguire le sue tracce. La sua morte è una grave perdita».

«Eravamo molto amici - ricorda il giornalista -. Era una persona molto riservata, non si esponeva, teneva un profilo basso. Ci trovavamo bene perché avevamo lo stesso carattere. Arrivava in trasmissione con i suoi filmati, parlavamo cinque minuti e poi partivamo. Con lui era sempre 'buono alla primà, era un bravo comunicatore».

Angela ricorda che Mainardi ha lavorato fino alla fine, anche se malato. L'ultimo suo libro è uscito l'anno scorso, «La città degli animali». L'ultimo articolo per il Corriere della Sera, solo due giorni fa. «Da due anni non veniva più in trasmissione, sapevo che stava male. Ma quando andavo a Venezia, lo incontravo sempre».

Il conduttore di SuperQuark ricorda anche la sua abilità di disegnatore, una passione che coltivava sin dall'infanzia: «Era bravissimo, in trasmissione disegnava un animale con pochi tratti, riuscendo a dare esattamente l'idea dell'argomento che voleva trattare».

L'eredità che lascia Mainardi è duplice, conclude Angela: «Alla scienza lascia tutti gli studi che ha fatto. Alla divulgazione scientifica lascia quel tono calmo, tranquillo, senza andare sopra le righe, che arrivava subito alla gente». 
Mercoledì 8 Marzo 2017 - Ultimo aggiornamento: 18:28

© RIPRODUZIONE RISERVATA

COMMENTA LA NOTIZIA
1 di 1 commenti presenti
2017-03-09 15:40:41
Mi dispiace molto, condoglianze alla famiglia.
QUICKMAP