Cracco perde una stella Michelin, il St.Hubertus conquista la terza, exploit di Roma

di Carlo Ottaviano
Le stelle brillano di più a Roma, si spengono a Milano. A voler essere campanilisti, stavolta è Roma a vincere. Nella classifica della Guida Michelin, presentata ieri a Parma, Roma conquista il primato di provincia più stellata d’Italia. Proprio nel momento in cui Milano vede scendere da due a una stella i due ristoratori più noti: Claudio Sadler e nientepopodimeno che Carlo Cracco. Ampiamente previsto, invece, l’arrivo del nono ristorante Tre stelle: è il St. Hubertus di Norbert Niederkofler a San Cassiano. Un “buco” di locale in Alta Badia, dedicato al santo protettore della caccia. Se si riesce a prenotare uno degli appena 11 tavoli, da non perdere la tartare di coregone, il maialino da latte e spinaci con sandwich di testina, il riso al latte, albicocche e fiori di sambuco. «L’incontro con questa cucina non è un pasto, ma un’indimenticabile esperienza umana» ha affermato entusiasta Michael Ellis, direttore di tutte le Michelin nel mondo (26 edizioni). 

Niederkofler affianca così gli altri otto (confermati) big: Enrico Crippa ad Alba, i fratelli Cerea nella Bergamasca, la famiglia Santini nel Mantovano, Niko Romito in Abruzzo, Anna Feolde Pinchiorri a Firenze, Massimo Bottura a Modena, Heinz Beck a Roma, Massimiliano Alajmo in provincia di Padova. Tra i primi a complimentarsi, sportivamente, ci sono stati Cracco e Sadler.

LE REAZIONI
La retrocessione del più noto degli chef televisivi italiani è stata causata probabilmente dalla imminente chiusura, subito dopo capodanno, dell’attuale ristorante per riaprire in Galleria - il “salotto” di Milano - qualche settimana dopo. «In caso di cambi importanti - ha detto lo stesso Cracco - si sa che è discrezione degli ispettori lasciare o sospendere le stelle». Sadler, presidente delle Soste, la più autorevole associazione dei grandi chef, ha postato su Instagram una foto dell’insegna del ristorante con un vistoso cerotto e l’ironica frase: «Siamo al pronto soccorso, ma guariremo presto, lo prometto». 

A gioire i 26 nuovi stellati che rafforzano la seconda posizione assoluta dell’Italia nel mondo Michelin, dietro naturalmente alla Francia, e senza considerare che all’estero sono attivi altri 35 chef premiati dalle edizioni locali della Rossa.

Nella classifica per regioni, Lombardia, Campania e Piemonte sono le più premiate; Roma è la provincia leader, grazie anche alle nuove stelle conquistate da All’Oro, Tordomatto e la Terrazza. Attesa era sicuramente la prima stella di Adriano Baldassarre che nel ristorante a due passi dai Musei Vaticani fa una cucina tanto tradizionale quanto creativa con il territorio sempre presente «perché i sapori - spiega lo chef del Tordomatto - devono raccontare il territorio in cui ti trovi».

 
 


Altrettanto meritata la stella conquistata da Riccardo Di Giacinto al suo All’Oro che vede subito premiato lo sforzo, anche economico, della ristrutturazione appena fatta che si è concretizzata in un locale in parte dallo stile newyorchese e in parte dal mood vagamente inglese. Creativo il menu sin dalla presentazione, come nel caso del sushi di fassona. Rinnovata all’insegna del lusso anche la Terrazza dell’Hotel Eden che prende la stella. Alla spettacolare location si abbina una cucina moderna e curata nei minimi dettagli. Conferma scontata delle Tre stelle per Heinz Beck, della Pergola sulla Balduina, tra i più applauditi della giornata. «Sistematica ricerca del prodotto migliore e buona dose di creatività sono gli ingredienti del suo successo», ha detto Ellis. 

Tra le province è clamorosa la quinta posizione di Cuneo con ben 18 Stelle. Altra curiosità, la contemporanea quinta stella - a Venezia - per Enrico Bartolini in tre diversi ristoranti. Nota stonata l’assenza anche quest’anno di nuovi ingressi di donne nell’Olimpo degli chef. Invece, confortante il dato relativo ai giovani: il 30% dei ristoranti è guidato da chef con meno di 35 anni. 



I PREZZI
Nella guida (cartacea e su app) oltre le 356 stelle, sono indicati 504 locali che propongono un pasto completo a meno di 25 euro e 258 ristoranti dove un ottimo menu completo non supera i 32-35 euro. Ben più costosi gli stellati. La Jfc, agenzia di consulenza turistica e marketing territoriale, e il sito WineNews indicano in 262 euro, 176 euro e 116 euro il prezzo medio di un pasto nelle tre categorie al top. La ricerca conferma il ruolo della ristorazione stellata come motore economico: in media ogni ristorante produce circa 1 milione di euro di indotto.

Giovedì 16 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 17-11-2017 12:18

© RIPRODUZIONE RISERVATA

COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 8 commenti presenti
2017-11-18 11:21:47
E basta con questi cucinieri, sembrano dei calati in terra. Ma da dove deriva tutta questa importanza che gli viene data?
2017-11-17 15:03:27
In un tempo brevissimo ,questi cuochi (perchè in Italia si chiamano cuochi !! ) si sono montati la testa ...in televisione,tutti ha cucinare ,come cambi un canale ,ti aspetta un cuoco che ti cucina una pietanza .....che a casa tua non mangerai mai e andarla ha mangiare al ristorante non ti passerà mai per la testa !! Mah.....passerà anche questa moda !
2017-11-17 18:23:02
Attenzione a non scambiare i verbi per congiunzioni
2017-11-17 11:22:00
La cerchi bene la stella, forse l'ha persa nel bagno o nel living.
2017-11-16 20:42:19
Oggi è più importante un cuoco. oh pardon, uno chef che un cardiochirurgo, Oh tempora, oh mores, ubinam gentium sumus
8
  • 705
QUICKMAP