Telepatia, ultima frontiera:
straordinario esperimento sui topi

di Deborah Ameri
LONDRA - La telepatia è sempre appartenuta solo a due mondi distinti: quello del soprannaturale e quello della fantascienza. Al massimo l'abbiamo vista al cinema, tra i lupi mannari di Twilight e in qualche horror di serie B. Il concetto non aveva mai sfiorato i laboratori di un'università. Almeno fino a oggi. Grazie a due topi un team di scienziati americani e brasiliani è riuscito a dimostrare che comunicare con il pensiero si può. Anche a una notevole distanza. L'esperimento, pubblicato sulla rivista medica Scientific Reports, ieri ha stupito il mondo. Gli studiosi hanno assistito alla comunicazione da cervello a cervello tra due topolini cavia. Uno era in gabbia a Durham, nella Carolina del Nord, l'altro a Natal, in Brasile: 7.400 chilometri di distanza.
«Per la prima volta abbiamo dimostrato che è possibile stabilire un canale diretto per lo scambio di informazioni comportamentali tra due animali senza che usino le loro consuete forme di comunicazioni», ha spiegato all'Independent il professor Miguel Nicolelis della Duke University di Durham, che ha guidato l'esperimento. «Abbiamo creato il primo computer organico al mondo».

L’IMPIANTO

I ricercatori hanno inserito dei micro elettrodi nel cervello dei topi per registrare la loro attività cerebrale, in particolare modo nelle aree che sono associate al movimento e al prendere delle decisioni. I segnali cerebrali del primo topo sono poi stati mandati a un computer che attraverso fili ed elettrodi li ha trasmessi al secondo. Prima di iniziare l'esperimento i topi sono stati addestrati a reagire a un certo segnale luminoso. All'accendersi di una luce gialla se il roditore abbassava una piccola leva otteneva una ricompensa, dell'acqua.
Il primo topo, chiamato encoder, vedeva la luce, si comportava di conseguenza come aveva imparato e otteneva da bere. Il secondo topo vedeva invece due luci e non sapeva come reagire, ma riceveva le istruzioni cerebrali del primo e nel 70% dei casi faceva la cosa giusta: abbassava la leva e incassava il premio. L'esperimento ha potuto funzionare anche con i due topi fisicamente distanti grazie a Internet.
La cosa più affascinante è che quando il secondo topo, chiamato decoder, non interpreta bene le istruzioni e si sbaglia, il primo cerca di aiutarlo: «Abbiamo visto che in questo caso il primo topolino cambia sia le funzioni cerebrali che il comportamento per aiutare il suo compagno a trovare la ricompensa. E quasi sempre funziona», spiega Nicolelis.

IL SESTO SENSO

Il professore è riuscito perfino a dare ai topi un sesto senso. Ha connesso il loro sistema nervoso a dei sensori che riescono a rilevare i raggi infrarossi, normalmente invisibili sia ai topi sia agli essere umani.
Nicolelis è un pioniere nel suo campo. È stato lui a mettere a punto congegni che permettono a persone paralizzate di usare un computer o controllare un arto artificiale con la sola forza del pensiero. E questo esperimento tra topi, al di là della spettacolarità dell'impresa, apre le porte a un futuro di comunicazioni cerebrali a distanza. «Possiamo immaginare persino una connessione di tanti cervelli che potrebbero risolvere problemi e quesiti impossibili per una mente sola», congettura lo scienziato.

LE APPLICAZIONI

C'è chi già predice un mondo telepatico in cui la parola non servirà quasi più. E nemmeno la tastiera. Potremmo comunicare i nostri tweet con il pensiero, scrivere post e commenti con la sola forza della mente. Ma è sempre la scienza a riportare con i piedi per terra chi viaggia troppo con la fantasia: «Le potenziali implicazioni di questa tecnologia sono molto, molto, lontane - commenta al Guardian Anders Sanderg, che si occupa di etica delle neurotecnologie all'università di Oxford - E senza la comunicazione diretta l'uomo non dominerebbe il pianeta».

Sabato 2 Marzo 2013, 12:01 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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