Norvegia, massacro di renne durante la transumanza: oltre 100 muoiono travolte dai treni

di Federica Macagnone
In Norvegia la transumanza dalle montagne al mare si è trasformata nuovamente in una strage insensata, questa volta dovuta a una falla nei sistemi di comunicazione della compagnia ferroviaria Bane Nor. Sono 106 le renne travolte e uccise lungo i binari dai conducenti di treni che non avevano ricevuto dai vertici aziendali la comunicazione in base alla quale avrebbero dovuto procedere a bassa velocità nella zona di Kvalforsbrua, nel nord della Norvegia. I primi 26 esemplari sono stati investiti mercoledì scorso, altri 15 il giorno successivo, mentre gli ultimi 65 sono finiti sotto il convoglio sabato. Tutto questo nonostante le rassicurazioni date dalla compagnia agli allevatori che avevano chiesto più volte di rallentare la velocità dei treni in quella zona, visto che stavano effettuando la transumanza dalle montagne tra Eiterstrøm e Mosjøen verso la costa.

«È una tragedia - ha detto il 59enne Torstein Appfjell - una catastrofe per tutta la comunità e per noi allevatori. Sabato sono stato sul posto: ho visto uno scenario apocalittico. Le renne significano quasi tutto per noi, costituiscono la base della nostra esistenza: una perdita di queste proporzioni per noi è catastrofica». Le immagini del massacro di sabato sono state filmate dal regista documentarista Jon Erling Utsi, che ha mostrato gli animali riversi nella neve macchiata di sangue: molti erano morti sul colpo, mentre altri, gravemente feriti, sono stati soppressi successivamente. «È stato un incubo - ha raccontato - La cosa peggiore è stato vedere gli animali che giacevano morti o sofferenti in un bagno di sangue lungo diversi chilometri». 

«Sono così arrabbiato che ho le vertigini - ha raccontato il proprietario dell’ultimo branco decimato, Ole Henrik Kappfjell - È un incubo, una tragedia insensata». In Norvegia sono 250mila le renne che vivono in uno stato semi-domestico: la maggior parte si trova nell’estremo nord del Paese. Tra il 2013 e il 2016, lungo la stessa linea ferroviaria, erano stati travolti e uccisi oltre duemila esemplari. La transumanza, d'altronde, comporta vari pericoli, visto che non di rado gli animali finiscono investiti da auto o da treni, oppure annegano. Gli agricoltori chiedono da tempo all’ente gestore delle ferrovie di creare una recinzione lungo tutto il percorso, ma i finanziamenti tardano ad arrivare.

La compagnia ferroviaria, dal canto suo, spiega la strage di questi giorni con una falla nel sistema informatico: l'avviso con cui si raccomandava di moderare la velocità non è mai arrivato ai conducenti dei treni. Quando ci si è accorti del disguido era ormai troppo tardi.
Lunedì 27 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 16:30

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1 di 1 commenti presenti
2017-11-27 17:14:53
Se negli anni questi episodi si ripetono fino ad arrivare all'uccisione di ben duemila esemplari non sarà certo solo colpa di una falla del sistema informatico come vorrebbero giustificare i responsabili dell'ultimo massacro. Mi auguro che i proprietari dei branchi attraverso le vie legali vengano risarciti con cifre talmente alte da far passare a chiunque la possibilità di distrazione o sottovalutazione per questi reati.
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