Sky Sport, sul Var Caressa non fa il parruccone

Fabio Caressa
di Marco Castoro
Var o non Var il calcio ogni domenica si alimenta dei veleni. Vengono riesumati i fantomatici complotti e tutti gli episodi finiscono per essere conteggiati. Storie viste e riviste, ma con l'unica differenza che con la moviola in campo non dovrebbe essere così. L'esperimento è stato preso in maniera positiva da tutti gli addetti ai lavori e dai tifosi. Forse gli arbitri, gli unici, che avrebbero potuto dire qualcosa, visto che in alcuni momenti sembrano siano stati commissariati.

​Ma se prima si discuteva dell'errore umano del direttore di gara, non infallibile come tutti gli umani, ora si fanno i processi all'infernale attrezzo a bordo campo e a chi guarda e seleziona le immagini. Il presidente della Lazio Claudio Lotito ha detto senza mezzi termini che senza il Var la Lazio sarebbe prima in classifica, essendo la squadra biancoceleste tra le più danneggiate dalle decisioni prese a bordo campo.

Tuttavia, una cosa sicura il Var ha fatto: non è riuscito a uniformare i giudizi, dividendo ancora di più tutti gli addetti ai lavori. Gli opinionisti e i conduttori sportivi, soprattutto quelli istituzionali di mamma Rai, dicono che se si dovesse rinunciare al Var si tornerebbe indietro. Più garibaldini Fabio Caressa e i frequentatori del suo Club di Sky Sport, il più amato dai calciofili dal palato fine perché ricco di ex calciatori che hanno vinto titoli. Ieri sera con il conduttore c'erano Del Piero, Bergomi, Mauro, Cambiasso.

​Stavolta il Var - che ha in Caressa il suo controllore di bordo, capace di spiegare e interpretare ogni decisione, spesso esagerando perché riesce a decifrare non solo il labiale ma anche il pensiero dell'arbitro e dei protagonisti in campo - l'ha fatta grossa in quanto c'erano tre episodi piuttosto discutibili. Il rigore generoso concesso al Napoli e Caressa ci ha spiegato per quale motivo l'infernale strumento non è intervenuto. Il gol annullato dal Var ingiustamente al Crotone dopo che l'arbitro l'aveva concesso. E un gol di braccio preso dalla Lazio che ormai subisce spesso la "mano" lesta della moviola.

Mentre Massimo Mauro è stato sempre contrario all'avvento del Var, Caressa - che invece ha sempre appoggiato l'esperimento - stavolta ha sferrato il suo attacco. In pratica non si capisce come la moviola abbia potuto annullare il gol del Crotone e perché gli addetti al Var non avevano a disposizione le immagini mostrate da Sky da dietro la porta del gol irregolare segnato dal Milan contro la Lazio, nelle quali si vede benissimo il fallo di mano. Giustamente viene da chiedersi come si può prendere decisioni da Cassazione senza che ci siano tutte le prove. Del resto a cosa serve il Var se pure lui sbaglia?

E poi un'altra domanda più che sensata che pone Caressa: perché gli arbitri non vanno a vedere di persona tutti i presunti falli di mano invece di aspettare passivi il verdetto? Perché rinunciare a priori alle proprie sensazioni e interpretazioni che si hanno in campo vedendo l'azione dal vivo e non rallentata?
Lunedì 29 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 19:39
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