Pugno duro contro i vandali senza nessuna scappatoia

di Paolo Graldi
Scenari romani di primavera-estate: torna la voglia, meglio dire il bisogno, di decoro, maltrattato, bistrattato, dimenticato, vilipeso. Guanto di velluto in mano d'acciaio, promettono i vigili che cercano di cambiare le regole e le sanzioni datate 1946: multe da 400 euro ai trasgressori. Un mondo variopinto di gente che fa il bagno nelle trenta fontane storiche, preferibilmente Fontana di Trevi e la Barcaccia, che cavalca i leoni di Valadier a piazza del Popolo, che bivacca a Trinità de' Monti, che imbratta muri e, per rendere mobile lo scempio, le fiancate di treni e bus, che getta dove capita cartacce e bottiglie nel fragore degli schiamazzi della movida.

E questa è la buona notizia. La notizia così così è che il malloppo di regole, che riguarda in particolare il I Municipio, dovrà passare per la Giunta Raggi, intenzionata a parole a fare sul serio, per non perdere del tutto la faccia: il tempo stringe e la questione scotta perché le buone intenzioni, spesso, non bastano. La brutta notizia è che le sanzioni, quando non si configureranno addirittura come atti penalmente rilevanti, andranno contestate, comminate e il pagamento preteso senza scappatoie perché si abbia anche un minimo di deterrenza.

È la fase esecutiva, quella dell'incasso, che lascia perplessi e dubbiosi sulla possibilità che avvenga veramente. Contestare comportamenti incivili sembra un'ovvietà: nella pratica servirà che i vigili siano disposti ad imporsi un rigore e un vigore nell'agire mai visti fin qui. Applicare le maniere forti della severità nella legalità implica una determinazione che il buonismo e il lascia correre di questi anni hanno cancellato. Scetticamente, aspettiamo fiduciosi che la Capitale riacquisti il volto che merita.

paolo@graldi.it
Venerdì 21 Aprile 2017 - Ultimo aggiornamento: 07:57

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