29 novembre 800 Carlo Magno a Roma per il giuramento di Papa Leone III

di Enrico Gregori
Carlo Magno arriva a Roma per indagare sui presunti crimini di Papa Leone III. Il pontefice, massima autorità in materia di morale cristiana, così come di fede, in quanto rappresentante di Dio che giudica tutti gli uomini, non può essere giudicato dagli uomini. Ma questo non significava assoluzione, e Leone scelse (o forse la mossa era già stata decisa a Paderborn) di sottoporsi a un giuramento. Il 23 dicembre, davanti a Carlo Magno e ad una folla immensa, Leone III giurò sul Vangelo, e chiamando Dio a testimone, l'innocenza per i crimini e le colpe di cui era accusato. Era sufficiente a stabilire l'estraneità del papa dalle accuse mossegli e a riconoscerlo legittimo rappresentante del soglio pontificio; la diretta e immediata conseguenza fu che Pascale e Campolo vennero riconosciuti colpevoli del reato di lesa maestà e condannati a morte. Per intercessione dello stesso Leone, che temeva gli effetti di una nuova ostilità nel caso fosse stata eseguita, la pena venne commutata nell'esilio.
Mercoledì 29 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 00:05

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