Roma, tra i monti innevati riappare la gigantesca scritta DUX

di Paolo Ricci Bitti
Una nevicata leggera che accentua il contrasto fra terreno e alberi, il cielo terso come capita di rado ed ecco che nonostante i 90 chilometri di distanza la scritta DUX (a essere romanamente precisi DVX) appare nitida agli occhi di chi si affaccia dal Gianicolo o da Monte Mario. E c'è sempre qualcuno, anche fra gli stranieri, che chiede spiegazioni alle guide. Fra le tracce del Ventennio fascista - in effetti - quella è tra le più vistose.

Il colossale omaggio a Benito Mussolini risale al 1939 e venne sagomato sul territorio del comune di Antrodoco (Rieti) piantando sul Monte Giano 20mila abeti su una superficie di otto ettari (12 campi da rugby) dagli allievi della Scuola delle Guardie Forestale di Cittaducale. 
 
 
Nel dopoguerra, tra incuria e incendi nonché l'aggiunta, certo casuale, di altri abeti, l'imperitura scritta rischiò più volte di scomparire, poi nel 1998 la giunta regionale di centrosinistra di Badaloni stanziò 260 milioni di lire, ufficialmente per la manutenzione di quei boschi.

Allarme rosso per la scritta DVX, però, due anni dopo, quando quei soldi pubblici erano ancora oggetto di dispute a Roma e quando le fiamme a ridosso degli abeti furono spente in extremis dagli elicotteri della Protezione civile a cui si era appellato con grande apprensione Luigi Ciaramelletti, reatino e assessore regionale alla Cultura della giunta Storace.  

Tra polemiche nella Capitale e ritardi si giunse così al 2004 prima che i lavori dei boscaioli sul versante del monte Giano (1.820 metri) rendessero di nuovo ben distinta la scritta, riconosciuta patrimonio artistico e monumento naturale senza uguali al mondo. Anche in nome di mai dichiarate alleanze tra Sinistra e Destra del reatino che negli anni hanno sempre difeso le tre letterone che campeggiano anche sui viaggiatori, magari pure turisti, in viaggio sulla trafficata Salaria. "La lotta al fascismo e alle sue eredità non si fa con la motosega" dichiarò del resto Roberto Giocondi, del Pd sabino.

In mancanza di foschia DVX (dal Gianicolo alla destra del Terminillo) è ben visibile soprattutto in autunno e nella parte più secca dell'estate, ma da sempre è la neve a evidenziarla come mostrano le foto di Francesco Toiati.

twitter: @paoloriccibitti
Lunedì 18 Gennaio 2016 - Ultimo aggiornamento: 06-01-2017 14:33

© RIPRODUZIONE RISERVATA

COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 22 commenti presenti
2017-01-06 14:22:41
LA SCRITTA DUX C'E' SEMPRE STATA DAI TEMPI DEI TEMPI, se non averla vista , attiene alla sua conservazione ,ben venuti distratti .LASCIATELA VIVERE non distruggete 20000 abeti .ANDRODOCO e' un paese bellissimo , abitato da gente buonissima , educata corretta rispettosa della storia (anche quella storia che era meglio non fosse esistita ) auguri a ANTRODOCO E LUNGA VITA ALLE FORESTE da cui e' circondato
2017-01-06 14:14:57
Ke bella la storia del ns paese dovremo studiarla tt di + anke i gentili 'invitati' venuti qui dalla snistra.
2017-01-06 14:12:57
i 260 milioni ndo' stanno vabbe' tanto e colpa della raggi
2016-02-17 09:35:08
l'altare della Patria (meglio, il monumento a Vittorio Emanuele II) fu realizzato per commemorare il cinquantesimo del Regno d'Italia (1911). Dunque non è opera di epoca fascista. Peraltro è del tutto fuori scala e avulso dal contesto. E sgradito ai romani veri, che lo chiamavano "la macchina dattilografa" o "la dentiera de Roma".
2016-01-20 12:34:00
Tranquilli.... mò ce pensa la Boldrini... oltre al bulldozer x abbattere l'obelisco del foro italico, assolderà pure una squadra di taglialegna x risolvere questo 'problema'.
22
  • 38,9 mila
QUICKMAP