Roma, il bimbo ha due mamme,
niente festa del papà

di Fabio Rossi
ROMA - La festa del papà? Può essere imbarazzante, se qualche bimbo non ha il padre in famiglia. Per non parlare del caso in cui uno dei piccoli allievi si trovi ad avere due mamme: quella naturale e la sua compagna. E così il 19 marzo diventa terreno di scontro, etico e religioso, tra genitori. Succede alla scuola materna Ugo Bartolomei, nel quartiere Africano.

Tutto nasce nel corso di un rituale incontro tra genitori e insegnanti, lo scorso 20 febbraio, con all’ordine del giorno la «discussione relativa al festeggiamento della ricorrenza del papà e della mamma», nata proprio dalla situazione familiare di un bimbo.

Le maestre, sentito anche il parere di una psicologa del Comune, propongono «di intitolare le due feste non a figure genitoriali ma alla Famiglia nel suo insieme», oppure di organizzare «una festa per la primavera». Il consiglio di classe si spacca, tra chi vorrebbe annullare entrambe le ricorrenze e chi non ritiene giusto rinunciarvi. Alla fine si decide di lasciare inalterata la festa della mamma e di optare, il giorno di San Giuseppe, per organizzare una più generica festa della famiglia. Apriti cielo: tra i genitori dei bimbi sale la tensione. Alcuni di loro scrivono una lettera di protesta, rivolgendosi anche al II Municipio e all’assessorato capitolino alla scuola.

LA PROTESTA
I genitori contrari a quest’iniziativa chiedono all’amministrazione comunale «che strano tipo di politically correct e tolleranza sia quella in cui, per non “discriminare” un bambino, si finisca per discriminarne 30, sottraendo loro un momento a cui avrebbero diritto». Ma anche «che tipo di pedagogia sia quella portata avanti, che si basa sul nascondimento di un principio naturale e di una verità meravigliosa e profonda, quale quella che ogni bambino nasce dall’amore e dall’unione di una mamma ed un papà».

La questione è destinata ad aprire una difficile discussione, sulla delicata dorsale che separa etica e convinzioni personali. Otto famiglie, su 25 bambini della classe interessata, sono favorevoli all’abolizione della festa del papà, «per non colpire la sensibilità del bimbo».

Ma gli altri, con diverse sfumature, esprimono parere contrario. «Come amministrazione non possiamo intervenire direttamente su questioni che riguardano l’autonomia scolastica - spiega Gianluigi De Palo, assessore capitolino alla scuola e alla famiglia - ma invierò immediatamente una lettera alle educatrici e ai dirigenti scolastici, nella quale chiederò a tutti di evitare di scadere in simili prese di posizione, che hanno una valenza ideologica».

In questo modo, sostiene De Palo, «si vanno a discriminare tanti bambini, peraltro negando una verità indiscutibile: e cioè che nasciamo uomo o donna». L’assessore lancia un appello ai genitori «perché abbiano una maggiore consapevolezza, e non lascino a una minoranza di persone decisioni fondamentali per l’educazione dei propri figli».

IL MUNICIPIO
Una delegazione dei genitori che protestano contro l’abolizione della festa del papà è stata ricevuta al Municipio II. «Mi sento di condividere il disappunto di queste famiglie - commenta Gloria Pasquali, assessore municipale alle politiche educative - Non si tratta di discriminare qualcuno, ma credo che non sia corretto cambiare così il calendario delle attività scolastiche, e che non sia educativo nemmeno per chi non ha il papà». Ma la polemica è destinata a continuare, anche oltre il 19 marzo.


Venerdì 15 Marzo 2013, 12:26 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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